Mi ero promessa che il 2011 sarebbe dovuto essere un anno musicale, di concerti e scoperte, di album di chi invaghirsi e canzoni da venerare.
Posso finalmente dire di aver tenuto fede al mio proposito, e scusate se è poco: ho collezionato i biglietti di concerti ed eventi musicali, riempito e svuotato l’iPod di nuovi suoni.
Il difficile è stato scegliere i 10 artisti del mio 2011, coloro che ho ascoltato la prima volta e altri che hanno proposto nuovi album, ma lo ritengo un utile esercizio.
Rullo di tamburi…
1) Lykke Li
Eccola.
Lei è tutta la mia rinascita e la mia estate, la mia ricostruzione e la mia compagna per strade dissestate. Ha una voce delicata e lontana da gorghetti blues sempre più fastidiosi.
È semplice, incantevole, strepitosa.
I Follow Rivers, Little Bit, Let It Fall, ed è stato il flash mentale.
2) Florence and the Machine
Quando ho scoperto che il loro prossimo tour non avrebbe toccato l’Italia un’imprecazione è sgorgata spontaneamente. Tutto ciò è crudele.
Io voglio ascoltare dal vivo Remain Nameless, Seven Devils e Strangeness and Charm, le mie tre preferite dell’ultimo album, Ceremonials.
Florence, così mi costringi a venirti a trovare all’estero.
3) Within Temptation
Un po’ di sano metal ci vuole, no?
Quanto mi è piaciuto questo lavoro dei WT, ma quanto?! Belli (anzi, bella Sharon) e bravi, avete riempito un vuoto nel panorama musicale del genere (lo sapevate che sta per uscire un’altra aberrazione dei Nightwish post-Tarja? Eh già!).
Murder e Faster tra le mie preferite.
4) I Cani
Il cd dell’energia, ottimo per i risvegli, perfetto per il moderno flaneur che passeggia con cuffie ben piantate nelle (o sulle) orecchie. Il colpo al primo ascolto, l’impossibilità di rimanere fermi, l’essere travolti.
Un album da ascoltare a ruota libera.
5) Anna Calvi
Come ho già avuto modo di scrivere, lei è suadente. Tutto in lei è fuoco e miele.
Love won’t be leaving è stata la canzone perfetta per lasciarsi trascinare e perdersi nella sua musica, mentre Blackout è l’esplosione.
Se ascoltate i suoi pezzi a occhi chiusi immaginate un ambiente fumoso e cupo, un vecchio locale americano con poche luci a faretto e rosso, rosso ovunque.
Fascino su note.
6) & 7) Dente e Brunori SAS
Li metto insieme, ebbene sì, perchè ritengo che siano due bei esempi di musica italiana di cantautori, ma forse negli ultimi anni si erano un po’ smarriti. Ascoltare i loro testi significa salire sulle montagne russe: seguire i loro tracciati arzigogolati e le loro trovate originali è un piacere.
Tante sfumature, molte sfaccettature, storie strazianti, racconti semplici.
8) Explosions in the sky
Dirò solo un titolo: Take Care, Take Care, Take Care.
Ricordi, tremori e sensazioni che scavano lo stomaco.
Non c’è scampo, ma solo molta meraviglia.
9) Verdena
WOW!
Chi se l’aspettava un doppio album (italiano) così carico e potente, delirante nelle parole e furioso nei ritmi, coinvolgente e contemporaneamente estraniante?
Una su tutte? Sarò ovvia, ma Loniterp (da qualcuno definita in modo perfetto “la Valvonauta del 2011″)
10) The Vaccines
Pretty girl, Wreckin’ Bar, rah rah rah rah, here you are…
Se cercate la musica per svegliarvi di buonumore l’avete trovata sicuramente: probabilmente vi ritroverete a saltellare per casa usando il phon come microfono, ma è il rischio del mestiere.
Canzoni brevi, album tutto sommato breve, ma potentissimo.
IMHO, eh.
Restano fuori dalla classifica due grandi uscite: i Coldplay e i Subsonica. Sì, alcune canzoni sono memorabili (Diluvio dei Subsonica uber alles), ma in generale non mi hanno colpita, impressionata. Forse sono troppo invaghita di alcuni loro precedenti lavori.
Eleggo anche la soundtrack dell’anno: per la sottoscritta, si tratta di quella del film “Drive”, altrimenti detta “Grazie a qualche divinità abbiamo avuto la possibilità di riscoprire queste chicche musicali” (avete mai ascoltato Nightcall di Kavinsky?).
Considerando che credo che quello sia stato anche il mio film preferito dell’anno, si può dire che sia stato un successo.
Cosa posso essermi dimenticata?
Cosa ho saltato?
Cosa ignoro?
Fatemelo sapere, nel caso.
Per il 2012 c’è posto, c’è posto!









