Comunicazioni Bolognesi

Siete in vena di discutere? Volete esprimere liberamente la vostra opinione sulla politica, ma lo Speaker’s Corner di Londra non è esattamente dietro casa? Avete una voce forte e potente, nonchè pareri convincenti?
Recatevi in piazza Maggiore o piazza Nettuno e, se avrete fortuna, vi si presenterà questa scena:

E’ ormai da anni che, a fasi alterne, osservo questo cerchio umano.

Un uomo armato di bicicletta e fogli apre un seggiolino, vi sale sopra e dà vita a una piazza di dibattito dentro la piazza stessa.
I temi? Politica, governo, leggi, critiche, paragoni, confronti.
Lui inizia e sono gli altri a continuare. I passanti, che bene o male si fermano ad ascoltare, vengono invitati a salire a loro volta sullo sgabello e a parlare. L’uomo si china a terra dalla parte opposta e ascolta silenzioso, per poi riprendere il ruolo di commentatore e mattatore.
L’ho sempre visto apparire di Giovedì, che fosse estate o inverno, ma si vede che la bella giornata di sole l’ha ispirato.

A Bologna si comunica, dai pochi ai tanti, senza bisogno di permessi, senza erigere gazebi, incuriosendo, attirando e coinvolgendo il passante.

Comunicazione classica, questa. Retorica pura.

Però se vi spostate sotto le due Torri vi si presenterà una situazione inedita.

In occasione del restauro delle due Torri, la pendente Garisenda e la svettante Torre degli Asinelli, è stato organizzato un percorso culturale per permettere di riscoprire Bologna come città delle torri chiamato ‘Bologna, la selva turrita’.
Attorno alla base della Garisenda sono apparsi questi muri divisori ad alto impatto comunicativo: si racconta la storia delle povere torri sopravvissute e di quelle scomparse, il loro ruolo storico, il fenomeno dello svettamento, in italiano e inglese.

E si va oltre.
Il Medioevo incontra la connettività.


Il mio BB non ha voluto saperne di collaborare, ma effettivamente l’infospot ha cercato di inviarmi le informazioni promesse.
Le due Torri creano un contatto col passante e il lettore come se fossero due enormi antenne, oltre che il punto di riferimento per eccellenza della città.
Si sente il contrasto della loro imponenza e della leggerezza delle nuove tecnologie, invisibili e immateriali.
Semplicemente è una proprietà comunicativa che non ti aspetti.

Vita da fiction: Natale

Nelle serie tv il Natale è rappresentato da riconciliazioni famigliari, case americane addobbate, cene e pranzi a non finire, sorrisi, commistioni religiose e tanta neve. E’ il momento in cui i buoni sono felici e i cattivi o si redimono o passano tutto il tempo da soli davanti a un caminetto spento. La puntata ovviamente si conclude con gli auguri di tutto il cast agli telespettatori, falsi come monete da due euro e cinquanta.

In questo piccolo telefilm pesarese, che si svolge sulla linea dell’assurdo e imprevedibile, accade invece che la bidella organizzi una festa segreta in biblioteca riservata ai pochi eletti (a quelli sopravvissuti alle imminenti feste e che si ostinano a passare intere giornate in facoltà, se non altro), che porti pandoro e spumante e che si finisca col brindare e soffiarsi addosso lo zucchero. Il coltello viene gentilmente prestato dal bar vicino, e la bidella che di solito scaccia gli studenti a tarda ora si trasforma in un agente che mormora ‘In biblioteca, non spargere la voce, ora’.

C’è da non crederci.
Un giorno scoprirò dove sono le telecamere nascoste.

Published in: on dicembre 17, 2008 at 4:12 pm  Commenti (7)  
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Insulti 2.0

Talvolta essere geek è utile.
Un giorno si legge un commento volgare e offensivo sul blog che si guadagna la corsia preferenziale del fastidio soprattutto per la sua prima caratteristica: le accuse si affrontano, ma anche un minimo cenno di maleducazione si riserva un imprescindibile astio.

Talvolta essere geek serve: si studia l’ip, che però fornisce ben poche informazioni.
Quindi si passa all’indirizzo e-mail che, digitato su Google, porta direttamente a un profilo, a un nome, un cognome e qualche segno di vita digitale che non suggeriscono nulla.
Sembrerebbe uno totale sconosciuto che un bel giorno si sveglia e decide di giudicare una persona a partire da quello che scrive su Twitter, come se si potesse condensare qualcuno in qualche migliaio di stringhe da 140 caratteri.

Essere geek serve perchè non è la prima volta che accade una cosa simile, e non sarà l’ultima, ma certamente non è stata la peggiore. Questo commentatore, per esempio, non ha mai esperito il gioco di ruolo online eXtremelot-Dreamalot, una vera palestra per imparare a prendere con relativo distacco tutto ciò che proviene da una tastiera.

Fondamentalmente il concetto espresso dall’insultatore era degno di discussione, ma i modi? I modi sono intollerabili.

Quindi, oh veemente sconosciuto, controlla la tua e-mail, e abbi la gentilezza di rispondermi.
Sempre che l’indirizzo e-mail che hai usato sia tuo, ovviamente.
Gradirei capirci di più.

AGGIORNAMENTO:

Il poco misterioso commentatore mi ha risposto direttamente sul blog riportando l’e-mail che gli avevo scritto senza il mio permesso, quindi ne ho rimosso l’intero intervento.
Anche perchè voleva invitarmi a riflettere, invece di insultarmi, e io sono permalosa e le sue parole erano per ridere.
Lui voleva farmi aprire gli occhi, prendermi da esempio, ed è stato felice di aver scovato un linguaggio capace di smuovere gli animi.
Mi ha anche gentilmente inviato il link a un sito.

Bene, questo non è certamente il posto adatto per discussioni di tale rilevanza.
In questa sede non mi interessa ne’ fare pubblicità a un certo modo di pensare ne’ diventare il capro espiatorio (come egli stesso mi ha definita) per parlare di altro.
E’ il mio altezzoso salotto.
E nel momento in cui per creare una discussione si deve insultare le persone, non c’è ironia che tenga.

Grazie per aver risposto, commentatore poco anonimo, ma con me hai proprio sbagliato in principio.

Egregia Vodafone…

Sono sempre io, quella a cui hai offerto la promozione per il BlackBerry, ma che detesta profondamente il suo BlackBerry 8100.
Al tempo avevo risposto ‘No, grazie’, ma mi rendo conto che per le logiche del marketing anche questa risposta risulta piuttosto ambigua.

Stamane una tua operatrice mi ha contattata per ripropormi l’offerta.
Dalla voce mi sembrava una gioviale cinquantenne, e da come leggeva il comunicato non sembrava capirci molto, ma ha suscitato la mia simpatia.

Vodafone ‘Buongiorno, lei è la signorina Tal dei Tali?’
La sottoscritta, che stava leggendo Nova24 con una profumata e bollente tazza di the in mano, era piuttosto ben disposta: ‘Sì? Buongiorno.’
Vodafone ‘Noi sappiamo che lei usa un BlackBerry ma che non lo sfrutta al pieno delle sue potenzialità’.
Me medesima ‘Eh no’.
Vodafone ‘Ecco, allora le offriamo bla bla bla… e bla bla… e bla!’
Me ‘La ringrazio, ma non mi interessa: già tempo fa avevo declinato e oltretutto vorrei cambiare il mio telefono’.
Vodafone ‘Beh, ma potrebbe navigare gratis per una settimana…’
Me ‘Sì, ma non mi trovo bene col cellulare’
Vodafone ‘Mi scusi, ma quando è stata contattata per la prima volta?’.
Me ‘A Settembre’

Alchè la signora si è messa a ridere e ha detto ‘Ma Arianna, siamo a Dicembre! Non ha ancora cambiato il cellulare?’.

E qui mi si prospettavano alcune risposte possibili:

a) Certo, ma i soldi me li regala lei? Così mi compro uno smart phone che fa anche il caffè Starbucks!

b) Sono masochista e mi piace soffrire e diventare isterica per scrivere un semplice sms.

c) In realtà non lo cambio affinchè possa esser contattata ogni due, tre mesi.

… eppure ho optato per ‘Beh, ma è in questo periodo che stanno annunciando cellulari interessanti, come il Nokia N97!’.

Il silenzio.
La signora è rimasta un po’ spiazzata, credo.
Fatto sta che si è convinta del mio totale disinteresse e ha riattaccato con una risata.

Beh, son contenta di rallegrare gli operatori, almeno.
Alla prossima puntata, quindi.

Published in: on dicembre 11, 2008 at 2:50 pm  Commenti (5)  
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Wake up!

Carissime Edizioni Rizzoli,

è da tre anni che ho l’onore di ricevere una vostra chiamata in questo periodo.
Le prime due volte mi ha contattata un vostro operatore che, a giudicare dalla voce, penso fosse Malgioglio, e non ha saputo accattivare la mia attenzione sulle vostre vantaggiosissime offerte natalizie.
Perchè quest’anno sarebbe dovuto andare diversamente?

Il punto è che stamane una vostra operatrice mi ha svegliata: il mio BB ha iniziato ad agitarsi sul comodino e la dicitura ‘Numero sconosciuto’ mi ha spinta a rispondere con un biascicato ‘… pronto?’.
Sono stata investita da una determinatissima voce ‘SALVE! LEI E’ LA SIGNORINA TAL DEI TALI?’. Ho subito capito che eravate voi.
‘SAAALVE! VORREI PROPORLE UN’OFFERTA VANTAGGIOSISSIMA!’
‘Scusi…’
‘LO SCONTO DEL 60% PER I NUOVI ABBONATI!’
‘Scuuusi…’
‘CHE PARTIRA’ DAL GENNAIO 2009! INFATTI…’
‘Signorina…?’
‘… BRAVA CASA…’
‘Aspetti! Aspetti! ASPETTIII! Mia madre è già abbonata alla rivista!’
‘Beh, ma l’abbonamento di sua madre quando scade? Questa è un’offerta irripetibile riservata solo ai nuovi abbonati!’
‘… sì, ma a parte tutto… perchè dovrei abbonarmi a una rivista che non fa offerte così vantaggiose ai già abbonati?’
‘… beh…’

Poi è caduta la linea.
Volere divino? In tal caso, grazie.

Insomma, Edizioni Rizzoli, questo è il terzo anno che cercate di accalappiarmi con Brava Casa.
Che poi, Brava Casa, a me?
Avrete capito il mio totale disinteresse o per il prossimo anno mi preparo una serie di risposte pronte?

Grazie comunque per il servizio gratuito di sveglia.

Published in: on dicembre 2, 2008 at 5:33 pm  Commenti (2)  
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