Campagne elettorali bolognesi

A Bologna siamo invasi.
A Bologna si elegge sindaco e compagnia cantante.
A Bologna ovunque volgi lo sguardo ti accorgi che c’è qualcosa che non va.
Anche se non t’intendi di pubblicità, marketing, campagne stampa, ti perplimi.

Perché certi manifesti elettorali sono così assurdi, ma così improbabili che viene da chiedersi se non siano dei fake, dei falsi, degli scherzi mal riusciti.

Tutti i candidati hanno puntato sull’ironia. Sui giochi di parole, su un’immagine divertente e amichevole.
L’influenza di Obama si sente: ogni candidato ha il proprio sito internet e, spesso, un canale YouTube, Facebook, Flickr. Che poi certi siti sembrino usciti dagli anni novanta e abbiano immagini scontornate con Paint o fotomontaggi trash, è un altro conto. Supportiamo la buona volontà.
Fatto sta che non c’è una campagna che funzioni, a mio avviso (a parte una, dai, che ho intravisto proprio ieri).

Premetto di non capirne assolutamente niente, di politica, e di non essere di parte. Non nominerò nemmeno i partiti.
Assisto inerme a questo exploit di immagini attendendo maggiori informazioni.

Iniziamo con Alfredo Cazzola, dai bolognesi ricordato come colui che ha combinato un disastro col Bologna Football Club. Si candida a sindaco, d’accordo. Il suo simbolo è una porta stilizzata di Bologna, rossa su sfondo blu, che sembra emanare luce che manco lo Stargate.
Il suo billboard si può trovare all’inizio di via D’Azeglio: il suo faccione si affaccia su piazza Maggiore.
Payoff? “Alfredo Cazzola. L’uomo del fare”.
… la mia prima reazione è stata “E il dire, baciare, lettera, testamento dove li mettiamo?”.

Proseguiamo.
Gian Luca Galletti, candidato presidente alla Provincia di Bologna.

“Per una provincia ridotta bene”.
… ridotta bene?
Allora, pare solo a me che il termine ‘ridotta’ sia veramente deprimente?
Dobbiamo ridurci, seppur bene?
E se preferissi una caotica espansione? Un giorno da leone invece di cento da pecora? La revolution, messieurs! ‘Ridotta’ fa tanto ‘piccola-provincia-grigia’.

E ora, ridiamo.
Ho aperto il sito di Stefano Morselli: quando è partita la musica sono scoppiata in una sonora risata seguita da lacrime di disperazione. Vi prego, ascoltatelo.
“Riaccendiamo Bologna”, dice la suadente voce femminile. In che senso, scusi?
Ah, il jingle è anche scaricabile. Quasi quasi lo metto sull’iPod.
A lui spetta il primato della campagna più scarna ed economica della storia: sfondo grigio in gradazione, payoff e simbolo.

Se queste sono le campagne stampa elettorali sono ottimista per il mio futuro lavorativo. Anzi, sono già pronta da almeno quindici anni (ovvero da quando ero in quarta elementare).

E ora.
Il genio del kitch.
Siamo a Bologna, ok? Cosa vi viene in mente, per prima cosa?
Il cibo.
I tortellini. Una bella zdaura bolognese col matterello alle prese con la sfoglia.
Ecco, appunto.

Aggiungiamoci il payoff: “C’è Delbono a Bologna”.

Delbono.
Del-buono.
Ah.
Ahah.

Fate come me.
Alzatevi in piedi. Con calma, non c’è fretta.
Portate le mani tra i capelli.
Espirate. Inspirate.
E urlate: “NOOO!”.

Ho reso l’idea?

//Doveroso aggiornamento.

Forse con Morselli sono stata troppo dura.
In fondo il suo manifesto grigio segue le correnti della moda: è minimal. Si è adeguato.
Però c’è un manifesto un po’ più brioso e impegnativo.

Morselli

Per i non adetti ai lavori, c’è scritto “Un bolognese a Bologna? Bene!”, riferendosi alla non bolognesità di Cofferati.
Non notate lo sforzo creativo?
Il tentativo di colpire Cazzola rappresentando un omino con la maglietta rossoblu?
Non notate l’artisticità, la competenza nell’uso di Paint? L’ha fatto il nipote del candidato? Ditemi di sì!

p.p.s. in questa sede confesso un altro problema: quando visito il sito di Morselli e sento la musica non posso fare a meno di ondeggiare con la testa e di attendere trepidante l’ “AAAH!” della cantante per poi, ovviamente, perdermi nel vortice del riso (inteso come risata, non come cibo). Salvatemi.

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11 Commenti Leave a comment.

  1. stefano morselli: terribile. il suo jingle sembra una musica di un film porno. ma dai. ma fateci il piacere.

  2. Concordo Sauge XD è davvero scandaloso

  3. Ma se il Berlusca aveva le tre “i”, Delbono sarà mica quello delle tre “t”?

  4. Gky, non vedo torri in giro :P
    Però ha prodotto tanti di quei manifesti che sicuramente da qualche parte ci saranno!

  5. ciao, scusa mi spieghi il disastro di cazzola con il bologna? portarlo in serie A e’ un disastro? oltre che di politica credo che anche di calcio non te ne intendi molto :)

  6. Quello dei tortellini non mi è dispiaciuto, almeno si è sbattuto a cercare qualcosa di originale…

    L’ultimo blu mi fa proprio pena, almeno scrivere il nome con le maiuscole…

  7. Cazzola è quello che ha riportato il Bologna in A, quindi non mi pare abbia fatto disastri… ma SOPRATTUTTO è quello che ha reso grande la Virtus, portandola a vincere tutto il vincibile nonostante non abbia mai avuto i budget inarrivabili del rivale Seragnoli, che si permetteva di comprare tutto e tutti in virtù del suo pratimonio di famiglia (non a caso era ed è soprannominato l’Emiro).

    Inoltre, e questo è il particolare più importante, è l’uomo che ha comprato il Motor Show dopo 4 edizioni (in cui faceva acqua) e l’ha reso il business stratosferico che è ora. L’ha venduto (assieme a tutta la Promotor) ai francesi.

    Questo per fare un piccolo excursus su chi è Alfredo Cazzola e sul perché il suo claim è “l’uomo del fare”… cioè un industriale che ha creato dal niente un impero e che intende utilizzare lo stesso modo poco politico e molto pragmatico per la gestione della città.

    Il suo logo è veramente orribile, invece! Ho fatto fatica a distinguerci una porta… e il fatto che sia lui che Guazzaloca abbiano avuto la stessa identica idea (essendo entrambi civici e non supportati da partiti) di giocare sul rosso e blu (colori dello stemma della città) non mi è piaciuta particolarmente.. anche e soprattutto perché i due simboli secondo me si assomigliano fin troppo.

    Le locandine di Delbono sono ben fatte graficamente, a mio parere… e non coinvolgono solo i tortellini ma anche la Ducati (altro simbolo di “bolognesità”… ultima moda locale dopo il flop assoluto del cinese Cofferati). Il gioco di parole forse non è strepitoso, però entra molto in testa.
    Ha dovuto cambiare tutti i poster dopo lo “scandalo” dei primi, in cui è uscito con gli occhi azzurri mentre in realtà li ha marroni. Lui sostiene che sia stato un errore di stampa, in città si mormora l’abbia fatto per “colpire di più” :-P

    Sul claim di Galletti sono completamente concorde con te, ho pensato la stessa identica cosa quando l’ho letto la prima volta.

    Riguardo ai due di Morselli… non avevo visto quello fatto con paint in rosso e blu (e non mi piace per nulla..), ma solo quello grigio minimalista… e mi aveva fatto tanta tristezza. Ho pensato “dev’essere ben brutto questo qui, visto che è l’unico a non volerci mettere la faccia” :-P

  8. Antonello e Fulvio, Cazzola ha i suoi meriti (ovviamente) ma ricordo che nell’ultimo periodo in carica come presidente del Bologna era un po’ osteggiato dai tifosi.
    Comunque Antonello hai ragione: non me ne intendo granchè nemmeno di calcio :P tifo per il Bologna per orgoglio cittadino e ’sento’ quello che si dice in giro.

    Fulvio, non sapevo dello scandalo di Delbono!
    Argenta, il punto è che di Delbono, come dice Fulvio, ce ne sono una serie: ci manca solo la supermodella con scritto “C’è Delbono” poi siamo a posto XD

    Comunque oggi ne ho trovato un altro veramente incredibile, che li batte tutti.

  9. per quanto riguarda il logo di cazzola a me sembra tutto tranne che orribile, è semplice, diretto e in generale (ti parlo da grafico) non riesco a giudicare il lavoro di un collega – dato che non puoi mai sapere quali sono stati i passaggi richiesti dal cliente. delbono (ti parlo dal punto di vista tecnico) ha una campagna TREMENDA – foto utilizzate male, faccia giallastra, colori sbagliati… siamo messi malissimo. tanto per chiarire io sarei pure dalla sua parte, eh!

  10. Sybelle,

    e meno male chedici di non capirne di politica! La tua disamina è quella che vorrei tanto sentire da tanti “soloni” che fino al 6 giugno (il 5 se riepsttano il silenzio pre-elettorale) urleranno le loro verità. Nel mio piccolo io mi candido per il mio quartiere nella lista del Guazza e dato che son abituato a mettere le mani nella m. spero di riuscire a fare qualcosa di buono. Ciao e grazie per l’ospitalità

  11. Marco, non è che dico di non capirne di politica: è che non ne capisco davvero XD

    Grazie per il tuo intervento ^_^


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