Una caratteristica delle shopaholiche è individuare, tra quantità enormi di merce in saldo, proprio l’unico articolo a prezzo pieno, magari il più costoso della nuova collezione. Se poi i negozi iniziano ad allestire le vetrine autunno/inverno proprio ora, capirete che il rischio è facile.
In via Rizzoli c’è un negozio che espone una maglia adorabile: grigia, lunga, con due taschine. Una sorta di gilet oversize, ecco, con una bellissima spilla appuntata (entrambi i nuovi must della prossima stagione). New collection, che lo dico a fare?
Il caso voleva che stamane io e mia madre fossimo in centro e, dopo aver cercato di risolvere una situazione tragica in totale fretta (ma cosa dico tragica: TRAGGICAAAH, così tanto che non la volete nemmeno sapere!), siamo entrate nel negozio in catalessi.
Ecco, mia madre è una di quelle persone che segue la moda pedissequamente. Non porta gli stivali in estate (grazie al cielo), ne’ i leggins (ci mancherebbe), e non osa il pitonato (…), ma quando qualcosa va, deve andare. Non importa se non si addice alla corporatura: se è di moda, che sia! La gioia della commessa, che ho fatto impazzire e che mi ha fatta penare.
Infatti, notando come il gilet non si addicesse a ciò che indossavo, mi ha proposto di provare un paio di pantaloni. Va bene!
… allora perchè è arrivata prima con un cardigan, poi con un altro gilet viola e infine con due camice a manica lunga e un coprispalle?
Finchè non ha pronunciato le fatidiche parole: “Queste cose le puoi indossare con i leggins!”.
Oh my gosh. Sorridevo paralizzata
L’ha detto una volta. Due volte. Alla terza… “No, mi scusi, ho un odio ancestrale per i leggins, non li porto, proprio mi danno fastidio, non c’è speranza“. Balbettavo, praticamente, in preda al panico.
Finalmente si è decisa, e mi ha portato alcuni pantaloni.
Il primo: stretti e lunghi fino a sopra le caviglie, in perfetto stile ‘acqua alta a Venezia’.
(applausi di mia madre, sorriso compiaciuto della commessa)
“Non è il mio genere… proprio no“.
Lei: “Beh, ma quando fa freddo li puoi infilare negli stivali!“.
Sgrano gli occhi: “… n… no, io non posso sopportare nemmeno quelli. A meno che debba fare equitazione. Non li porto“.
Lei è perplessa. Forse ha capito che, sebbene il supporto di mia madre fosse tutto dalla sua parte, io non le darò soddisfazione.
Provo i secondi pantaloni. Orrendi.
(applausi di mia madre, sorriso compiaciuto della commessa)
Lancio delle occhiate furiose a mia madre, che in codice vorrebbero dire ‘PIANTALA’.
Infine arrivo ai terzi: dei leggins, praticamente, ma più lunghi.
“No, proprio non li sopporto, mi spiace, sono orrendi“.
Alchè lei, la commessa, l’acerrima nemica, mi guarda come se volesse dirmi “Ah BBella, non porti i leggins, non porti gli stivali infilati nei pantaloni, se non sei alla MModa puoi infilarti un sacco di iuta e sparire dalla mia vista!“.
Ah, magari avesse avuto il coraggio di pronunciare tali parole!
Ho immaginato uno schermo contapunti, un ring e noi a combattere per il buon gusto.
Fatto è che alla fine chiedo come mai la meravigliosa spilla non sia appuntata al gilet.
“Ah, ma è separata!“.
… cioè, questo semplicissimo gilet costa un’eresia, vuoi pure dirmi che la spilla, unica cosa che lo rendeva speciale, non è compresa?
“Beh, in realtà non è una sola spilla, ma sono due unite. Costano entrambe…“
… troppo. Vagamente, eh.
Ho come l’impressione che la nuova collezione attenderà.





