… sono la tua fedele Sybelle.
Fedele perchè non ho altre opzioni, certo, ma anche perchè non ti ho mai criticata eccessivamente.
In fondo non ho in mente una soluzione ai tuoi problemi, quindi non mi permetto di lanciarti critiche poco costruttive.
Ti scrivo un post semplicemente perchè spero (oh, me illusa!) che a volte tu vada a googlare il tuo nome alla ricerca di commenti, articoli, pareri, cose simili insomma. D’accordo, probabilmente qualcun altro lo farà per te.
Inoltre questo post deve fungere da promemoria perchè, sì, potrei dimenticarmi di alcuni dettagli di cui, no, non voglio proprio perdere traccia.
Sono una dei viaggiatori che Venerdì sera ha cercato di scendere da Milano a Bologna mentre imperversava la bufera di neve.
Devi sapere che ho aspettato più di un’ora nella glaciale stazione milanese prima di avere notizie del mio treno AV: ero così congelata che, quando ho visto apparire il binario e mi sono mossa, i miei vestiti hanno scricchiolato. Stavo diventando una statua.
Preciso: non soffro particolarmente il freddo. Sono un po’ l’Heidi del Polo Nord, nel senso che sono i pinguini a farmi ciao.
Però nel momento in cui a Milano non c’è una sala d’aspetto e le mie mani iniziano a sanguinare dal freddo… beh, inizio un
attimo a innervosirmi.
Capisco che la nevicata è stata abbondante, ma non dirmi che non ve l’aspettavate: è Dicembre, suvvia!
Ciò che più mi perplime riguarda poi le porte del treno che non si aprivano: su dodici carrozze solo tre avevano le porte “scongelate”. Della serie che se accadeva una disgrazia le uscite di sicurezza sarebbero davvero servite a molto.
Così, centotre minuti di ritardo, tanto per gradire.
E ora vorrei parlarti del ritorno: solo un’ora di ritardo, non mi lamento.
Però ti faccio presente che a Bologna ci sono stati meno dieci gradi (anzi, meno sedici, vicino a casa mia) quindi non c’è alcun bisogno di tenere l’aria condizionata accesa nelle vetture! E se per caso quell’aria fresca era il riscaldamento… la prossima volta spegniamolo e risparmiamo.
Dicevo che questo post mi sarebbe servito da promemoria: ecco, conserverò per bene i miei biglietti e voglio proprio vedere con che faccia tosta non mi elargirete il bonus.
Avete aumentato pure il tempo per riceverlo: da venticinque minuti a un’ora.
Beh, contando che su un viaggio di 65 minuti hai accumulato 100 e passa minuti di ritardo credo che il bonus mi spetti.
Neve o non neve.
Nevicava solo da un paio di ore, non è possibile che la situazione fosse così terribile.
Ecco, e già che ci sono, vogliamo parlare degli aumenti?
Assolutamente ridicoli e insensati: viaggiando da ormai parecchi anni sento in maniera piuttosto palpabile la differenza veramente esagerata.
Certo, immagino che cambiare i nomi dei treni in “Frecciabianca”, “Frecciargento” e “Frecciarossa” comporti proprio una grande spesa. Dite che ci sono altri motivi? No, perchè io non li vedo.
E prima di augurarti un buon Natale avrei un altro appunto: le decorazioni che dalla stazione centrale di Milano arrivano fino in piazza della Repubblica raffiguranti le locomotive dei Frecciarossa non si possono vedere.
Buone feste!
Sybelle
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