Tremori di marzo

Perché vedi, caro lettore che forse inciampi nei miei pensieri, devo confessarti che, seguendo il proposito di tenere un bilancio mensile, più volte ho provato a scrivere di Marzo, dei suoi concerti e dei suoi libri, ma non c’erano altre parole che mi venivano in mente a parte “schianto”, così ho lasciato sempre perdere.

I Mogwai e Adele, Amelie Nothomb e Maxence Fermin sono gli unici nomi che mi sovvengono.

Il resto? È buio.
Un buio di pece nera, vischiosa e asfissiante, mille volte più densa dell’inchiostro ma dalla stessa cupa trama.

Il resto è un allontanamento dal junk food e un assottigliamento generale.

Il resto è un crollo in una stanza-rifugio, e due Polaroid a ricordarlo.

Il resto è un uso massiccio di cipria.

Il resto è stupore.

Il resto sono telefonate dalle piccole ore, e notti insonni.

Il resto è un arrivederci, una partenza, tanti chilometri di distanza, e la sensazione d’aver perso un sostegno.

Il resto sono quaderni pieni di calligrafia e frasi e racconti e memoria.

Il resto è una data e un presentimento, perché sì, cosa mai accadrà dopo? Appunto.

Il resto è subbuglio.

Published in: on aprile 30, 2011 at 9:45 pm  Lascia un commento  
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