Silvia,
è evidente che quando mi insegnavi a cantare e a muovermi sul palco tu ti sia dimenticata di dirmi che.
Che le eroine e i crudeli delle opere liriche non sono invenzione e.
E no, non c’è alcun disclaimer che precisa che i personaggi sono frutto di finzione, come.
Come Cio Cio San che viene abbandonata e compie harakiri, o.
O Tosca che uccide e si getta da Castel Sant’Angelo, e.
E Violetta e Mimì che muoiono di malattie invocando gli amati, Aida sepolta viva, Carmen trucidata sulla piazza, Nedda pugnalata sul palco. Infatti.
Infatti dovevi avvertirmi che non esistono solo la fiera e divertente Rosina, l’algida e bella Turandot, la furba Zerlina e le allegre ninfe russe.
Silvia, potevi solo dirmi, mentre mi truccavano, quando mi pettinavano, nel momento in cui stringevano i lacci dei costumi di scena, che tutte le liriche sono esistite davvero, e attenzione, fare tanta attenzione, piccolo animo melodrammatico, per non precipitare, e schiantare e sentirsi sussurrare, da tutte quelle tragiche maschere, parole di conforto.
Possibile che in tutte quelle ore in sala prove non ti sia mai venuto in mente, maestra?
Flauti magici, sogni di notte di mezz’estate, divinità e giullari di corte nulla possono per distogliere la mia testa da tutte loro, così disperate e così vicine, che sento assistermi con le loro storie.
Silvia, Silvia, avresti dovuto!






