Viaggiare in Romania / Part. 1

Filarmonica nazionale (Bucarest)

Alla domanda “Perchè vai in vacanza in Romania?” ho sempre risposto con un “Perché non ci sono mai stata”, ma mentre ero in viaggio la reale motivazione si è dipanata.

Avevo bisogno di staccare totalmente.
Avevo bisogno di passare del tempo senza avere aspettative, senza pensare a cosa avrei dovuto vedere, trovare, fare, giorni in cui lasciarsi trasportare dalla corrente.

Ecco perché quando mi hanno fatto questa proposta ho accettato.

Il massimo della preparazione pre-partenza è stata leggere la pagina su Wikipedia, conoscere la storia del paese, dare una veloce occhiata ai cibi locali, scorrere sommariamente il programma e, ovviamente, fare la valigia.

Non avevo idea di cosa avrei trovato: son troppo piccola per ricordare la rivoluzione del 1989, sebbene al tempo le immagini siano state trasmesse in tv e ora si possano ritrovare su YouTube.
Tabula rasa, insomma.

Ogni mattina sono salita su quel pulmino e ho macinato centinaia di chilometri per strade sconnesse in stile “montagna russa” e semplicemente ho lasciato che i posti, le cose, le città mi sorprendessero di volta in volta, il che è stato terapeutico, ha avuto un ottimo effetto “decompressione”.

Ora la domanda è: “Com’è la Romania?”.
- Ho tentato di imprimere nella mia mente una formula esatta per descrivere i paesaggi e le città, e ciò che più gli si avvicina è: “Le campagne sembrano quelle dell’Olanda, vaste e piane, ma la profondità del cielo mi ha ricordato l’America. E le colline? Come quelle di Bologna, però ricoperte da boschi secolari. Bucarest? Un buon tocco di Oaxaca mescolato a Parigi, Madrid e alla riviera romagnola, con distese di tavolini fuori da ogni locale ma la totale decadenza dei palazzi dal secondo piano in su, come nella città messicana”.
Insomma, avete capito, no?
Ah! Se potessi, tornerei subito a Brasov.

- In Romania non hanno mezza idea di cosa sia il marketing applicato al turismo, credo. 
Voglio dire: il turismo in Romania non è incentivato e non è sfruttato. Prendiamo un esempio: Dracula, i vampiri. Storia infondata, e va bene, ma leggenda che non morirà così facilmente (e non in senso letterale)? Certo. Non credo sia saggio continuare a ripetere che “Noi con i vampiri e Dracula non centriamo nulla”. … ma come? Alimentate il fascino del racconto, se non altro! E invece no, i rumeni ci tengono proprio ad abbassare i toni. E così si finisce al castello di Bran e pare di essere a Mirabilandia, perché tutti sanno che non è il vero castello di Dracula, le guide lo ripetono fino all’esasperazione, e tutto il baraccone costruito attorno è degno dei migliori parchi giochi (ma senza souvenir in tema. Manco un paletto di frassino, manco un mantello bicolor. Cioè, voglio dire).
A pelle credo sarebbe necessario uno sviluppo delle possibilità turistiche rumene.

- Alcune briciole e alcuni tips.
La vita (e la birra, of course) costa pochissimo, per noi euro-muniti. Non pensate però di fare acquisti vantaggiosi: i prezzi di abbigliamento, tecnologia, ecc. sono equiparabili a quelli italiani. Quindi… .
Le autostrade sono due. O tre. Il resto della rete stradale è composto da statali non ben asfaltate su cui sobbalzare in continuazione. La gioia, dato che guidano come dei folli.
La cucina meriterà una dissertazione a parte, ma per ora dirò che non è tra le più leggere al mondo e che, sì, abbonda di aglio. Frutta e verdura sono sorprendenti: sono tanto più gustose, fresche, hanno un sapore genuino, sono lontane anni luce dai prodotti che talvolta si trovano in Italia, dal vago retrogusto di plastica.
Un consiglio: non capitate mai in una chiesa ortodossa il giorno in cui si festeggia il patrono.
In Romania è impossibile viaggiare con i mezzi pubblici: se avete intenzione di visitarla le opzioni sono affittare un’auto/pullman o aggregarsi a viaggi organizzati.
Gli hotel? Ottimi, a parte quello di Sighisoara. Sarà stata la vicinanza con la casa natale di Vlad Dracul, ma ammetto che il bagno arancione/rosso mi ha vagamente inquietata.
La mia colonna sonora? Lykke Li, Kate Bush e David Bowie, cosa voler di più?
Volete andare in vacanza in un posto in cui sarete certi di non incontrare frotte di turisti e decine di italiani? La Romania fa per voi.
Sibiu è deliziosa, sia di notte sia di giorno, ma Brasov… Brasov! Ah, splendida!
In Romania la connessione wi-fi free è ovunque, dai paesini più sperduti a ogni singolo ristorante: è notevole, è impressionante.
Infine, ci sono statue della lupa capitolina ovunque. A pensarci, da dove verrà mai il nome “Romania”? Abbiamo qualche idea.

Sibiu

In poche parole: la Romania è il paese perfetto per evadere, sospendere le congetture e lasciarsi meravigliare da una bellezza grezza, da persone gentilissime, da una cultura che nella maggior parte dei casi sa tanto di Medioevo, un intenso Medioevo che connota un paese uscito da appena un ventennio da un feroce regime comunista.
In ancora meno parole, anzi, in una? Sorprendente.

Published in: on agosto 29, 2011 at 5:42 pm  Lascia un commento  
Tags: , , , , , , ,

Faster (Luglio 2011)

Devo ancora parlarti di Luglio, S., e probabilmente il momento è giunto.

Ti ho parlato di uno schiaffo che, a inizio mese, mi ha schiantata a terra. Bam, sul terreno, un’altra volta.
Eppure sai cosa capita quando la superficie su cui posi i piedi è fatta di vetro percorso da crepe? A un certo punto si spacca, e così è stato: sono passata attraverso al dolore, sono andata oltre l’angoscia, sono in scesa così giù da giungere al mio inferno personale, come se avessi percorso tutti i gironi.
Tu sai cosa mi anima, e quindi capirai che dire “inferno” non è negativo, anzi: lo schiaffo ha risvegliato una parte assopita, quieta, quella più contraddittoria. Oh, quanto incarno bene le contraddizioni, io.

Sarà stata la musica ad aiutarmi? La situazione, il momento, lo sguardo glaciale?
Sta di fatto che precipitando mi sono elevata. S., tu mi capisci.
I fili di nylon che stringevano il mio cuore l’hanno infine trapassato e diviso in pezzi macilenti. Everytime you close your eyes, lies, lies.

Per questo mi sono alzata e all’inizio ho faticato a stare in piedi, è certo. Poi piano ho iniziato a incespicare, barcollando ho mosso dei passi, ho voltato le spalle e.

E ho iniziato a camminare, ad allontanarmi, a sfuggire, a mettermi in salvo. I passi si sono fatti più veloci.

E ho iniziato a correre. Correre, correre, correre via, sempre più rapidamente tanto che i pensieri atroci non hanno potuto rimanere aggrappati al mio cervello, correre e lasciare indietro brandelli decomposti. Correre, correre, liberarsi dalla polvere che si era posata sulla mia pelle, correre e saltare gli ostacoli, sorpassare, senza una meta, ma andare avanti, dannazione. Sentirsi senza rimpianti, stare sui propri piedi fieramente, e nemmeno rimorsi. Scoprire di preferire i secondi ai primi, al contrario di.

E non è stato facile: quanti rallentamenti, quanti tracolli! Eppure la corsa mi ha dato assuefazione.
Correre, correre, mettere due enormi punti, prendere decisioni, alleggerirsi, sentire che quella parte risvegliata non ha bisogno di un cuore integro, dettaglio sopravvalutato, ma di poliedricità di pensiero e visioni.

Durante la corsa ho incontrato attestati di stima, viaggi tra montagne – tra polenta e un’aria così frizzante e profumata che ti permette di immaginare non solo quali fiori la compongono ma anche i loro colori – e laghi – tra aoline e ruote bucate, cigni assassini e carlini/botoli, tra cocktail sulla sabbia e sdrai sulla riva -, speck e annunci, regali saluti e regali fotomontaggi, sushi e visite, persone che ricompaiono e una corsa in moto, ventilatori e televisori, una bolognese preziosa in visita a Milano, un’adorabile e inaspettata apparizione direttamente dall’estero e una conseguente caduta a terra – ma questa volta per la gioia -, bloody mary.

S., chi si ferma è perduto.
Luglio non è stato il mio Gennaio, non è stato il punto del nuovo inizio: troppo presto, troppo frastornata, troppo sofferente. C’è voluto ancora tempo per sentirsi davvero alleggeriti.
Ad Agosto, quindi, che ancora non è terminato ma.

Published in: on agosto 23, 2011 at 6:26 am  Lascia un commento  
Tags: , ,
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 47 follower

%d bloggers like this: