Faster (Luglio 2011)

Devo ancora parlarti di Luglio, S., e probabilmente il momento è giunto.

Ti ho parlato di uno schiaffo che, a inizio mese, mi ha schiantata a terra. Bam, sul terreno, un’altra volta.
Eppure sai cosa capita quando la superficie su cui posi i piedi è fatta di vetro percorso da crepe? A un certo punto si spacca, e così è stato: sono passata attraverso al dolore, sono andata oltre l’angoscia, sono in scesa così giù da giungere al mio inferno personale, come se avessi percorso tutti i gironi.
Tu sai cosa mi anima, e quindi capirai che dire “inferno” non è negativo, anzi: lo schiaffo ha risvegliato una parte assopita, quieta, quella più contraddittoria. Oh, quanto incarno bene le contraddizioni, io.

Sarà stata la musica ad aiutarmi? La situazione, il momento, lo sguardo glaciale?
Sta di fatto che precipitando mi sono elevata. S., tu mi capisci.
I fili di nylon che stringevano il mio cuore l’hanno infine trapassato e diviso in pezzi macilenti. Everytime you close your eyes, lies, lies.

Per questo mi sono alzata e all’inizio ho faticato a stare in piedi, è certo. Poi piano ho iniziato a incespicare, barcollando ho mosso dei passi, ho voltato le spalle e.

E ho iniziato a camminare, ad allontanarmi, a sfuggire, a mettermi in salvo. I passi si sono fatti più veloci.

E ho iniziato a correre. Correre, correre, correre via, sempre più rapidamente tanto che i pensieri atroci non hanno potuto rimanere aggrappati al mio cervello, correre e lasciare indietro brandelli decomposti. Correre, correre, liberarsi dalla polvere che si era posata sulla mia pelle, correre e saltare gli ostacoli, sorpassare, senza una meta, ma andare avanti, dannazione. Sentirsi senza rimpianti, stare sui propri piedi fieramente, e nemmeno rimorsi. Scoprire di preferire i secondi ai primi, al contrario di.

E non è stato facile: quanti rallentamenti, quanti tracolli! Eppure la corsa mi ha dato assuefazione.
Correre, correre, mettere due enormi punti, prendere decisioni, alleggerirsi, sentire che quella parte risvegliata non ha bisogno di un cuore integro, dettaglio sopravvalutato, ma di poliedricità di pensiero e visioni.

Durante la corsa ho incontrato attestati di stima, viaggi tra montagne – tra polenta e un’aria così frizzante e profumata che ti permette di immaginare non solo quali fiori la compongono ma anche i loro colori – e laghi – tra aoline e ruote bucate, cigni assassini e carlini/botoli, tra cocktail sulla sabbia e sdrai sulla riva -, speck e annunci, regali saluti e regali fotomontaggi, sushi e visite, persone che ricompaiono e una corsa in moto, ventilatori e televisori, una bolognese preziosa in visita a Milano, un’adorabile e inaspettata apparizione direttamente dall’estero e una conseguente caduta a terra – ma questa volta per la gioia -, bloody mary.

S., chi si ferma è perduto.
Luglio non è stato il mio Gennaio, non è stato il punto del nuovo inizio: troppo presto, troppo frastornata, troppo sofferente. C’è voluto ancora tempo per sentirsi davvero alleggeriti.
Ad Agosto, quindi, che ancora non è terminato ma.

Published in: on agosto 23, 2011 at 6:26 am  Lascia un commento  
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