Ci vuol pazienza…

Nella mia lunga carriera di essere umano ho potuto appurare di possedere una certa dose di pazienza.
A quanto pare ne ho abbastanza  e riesco a dosarla nel migliore dei modi.

Ci sono però dei casi in cui vorrei sfoderare un lanciafiamme e fare una strage.
Non è questione di acidità (o forse non solo) ma di vivere civile.

Ecco quindi la mia personale lista di tipologia di persone di cui farei volentieri a meno:

a) quelli che attraversano la strada col rosso.
Sì, i pedoni che si buttano in mezzo sebbene il loro semaforo sia appena diventato rosso, anche se c’è un traffico allucinante, specialmente se ti hanno visto arrivare in auto da mezzo chilometro. I peggiori sono quelli che, attraversando sulle strisce, pretendono d’aver ragione. Cos’è il semaforo, un optional? Poi se la prendono comoda, con calma, ma certo, mentre dietro quattro auto suonano e sfanalano.

b) quelli che in treno parlano al telefono a voce alta.
Tipo la ragazza che ho di fronte in questo preciso momento.
Magari hanno anche mandato il messaggio “Vi preghiamo di abbassare le suonerie del cellulare e la voce per non disturbare gli altri viaggiatori” ma loro niente, se lo sono perso perchè stavano chiacchierando dei loro sacrosanti affari.
Quindi a me e a tutti i vicini tocca sorbire l’intera vicenda di Alby che alla festa di ieri sera ha fatto chissà cosa, poi la “pizzetta” di stasera a cui non sa se andar o meno, gli scoop, i gossip, la ricetta dei calamari ripieni e gli impegni di lavoro.
E basta. No, dico, e basta!

c) quelli che saltano le code.
Magari c’è tanta gente e loro si reputano delle volpi.
Sono quelle persone che avanzano pian piano facendo finta di niente, fischiettando, guardando in aria. Guadagnano un passo dopo l’altro fino a passare una, due, tre persone. Poi costantemente verrà fuori che stavano tenendo il posto per altri quindici amici.
Cioè, ho scritto “Demente” in fronte, per caso?

d) coloro che si piazzano in mezzo alla strada, al binario, al marciapiede mentre hai fretta.
Improvvisamente… BAM! Si bloccano, diventano delle statue e tu rischi di travolgerle.
Simpatiche ma mai quanto i gruppi di amici o parenti che decidono di fare conversazione nel centro di una via trafficata bloccando il via vai. Spostarsi no? Beh, no.

e) questi li amo particolarmente: nell’era dell’iPod c’è qualcuno che vuole distinguersi e condividere la propria musica col resto del mondo. Capita quindi di incontrare gente che ascolta Nek o Gigi d’Alessio direttamente dal vivavoce del cellulare, oppure tutta la compilation delle suonerie hit della stagione. Cioè, voglio dire: Nek. Ecco, ci siamo capiti.

Basta.
Queste sono le mie cinque categorie.
Sono sicura che me ne verranno in mente altre.
Le vostre?

Published in: on novembre 8, 2009 at 5:24 pm  Commenti (6)  
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Un lanciafiamme, un perchè

Stamane ho trovato un altro motivo che giustifica il desiderabile possesso di un lanciafiamme tascabile (e mò mi aspetto un’altra ondata di guerrafondai che giungeranno a questo post cercando i mille metodi per farsi del male comodamente dal proprio divano di casa).

Avete presente come sono i treni regionali?
A parte quelli nuovi a due piani che mantengono ancora una decenza, il resto è un guazzabuglio di scarti anteguerra in cui la pulizia è cosa sconosciuta.

Voi entrate in questo scompartimento, e vorreste svenire per il cattivo odore. Poi vi riprendete in un quarto di attimo perchè vi rendete conto che svenire su quel pavimento potrebbe portarvi la malaria, il tifo e un’altra malattia a scelta tra la busta A, la busta B e la busta C.
Sembra che ci abbiano rinchiuso centonovanta metallari sudati dopo il Gods of Metal e che li abbiano scarrozzati da Bergamo a Taranto senza soste intermedie, per capirci.
Fa caldo, è sgradevole e voi dovete sopportare.

Poi una persona ha la geniale idea di aprire un finestrino (se i finestrini si aprono, altra questione non scontata), e dopo due secondi (e dico due)…

… si alza una signora ricoperta da due foulard, una sciarpa e lo scialle del ‘non si sa mai’ che dice “Scusi, potrebbe chiuderlo perchè sento gli spifferi, la corrente, il maestrale, la bora triestina, il tifone del Paraguay e mi viene male al collo. Grazie, eh’.

… in quel preciso momento vorreste che la corrente fosse elettrica, e sperate che la persona intelligente si ribelli con un sonoro ‘NO!’.
Cosa che non accade mai, puntualmente.

Per quanto capisca che il torcicollo sia uno dei maggiori mali dell’umanità, perchè preferire la morte per asfissia? Me lo spieghi! O lei è un’assidua frequentatrice dei concerti metal e partecipa alla sagra del cattivo odore ogni anno, o la durissima vita del viaggiatore regionale non fa per lei.
Signora, o lei o noi.

Karma & Caffeina

Soundtrack > Ella Fitzgerald feat. Louis Armstrong – Let’s Call the Whole Thing Off

Avevo parlato del bar della stazione in toni non propriamente esaltanti, e stamane son stata ‘punita’ della suprema forza del karma.

Ero al lato estremo del bancone, attendendo il mio mesto cappuccino (“Che lo prendi a fare?”, direte voi. “Eh, mi illudo sia di Starbucks”, rispondo io. In realtà devo assumere qualcosa di minimamente commestibile altrimenti a] mi addormento, b] svengo), quando sento una voce maschile alle mie spalle.

Con la coda dell’occhio noto un omino che pretende di essere servito subito, ora, immediatamente, in fretta, A-D-E-S-S-O! Un omino simpatico, insomma, che subito dopo esclama ad alta voce:

“Certo, quando il grattacielo qui presente finisce il suo cappuccio in tuuutta calma e mi fa spazio, ovviamente!”.

Il ‘grattacielo qui presente’ sarei io.
Che mi volto appena.
Lo squadro.
Lui mi rivolge un sorriso tirato.
E un po’ come Ally McBeal immagino che una roccia piombi dal cielo e ne sopprima l’esistenza.

Finisco il mio cappuccino e me ne vado continuando a osservarlo. Lui si gira pian piano continuando a fronteggiarmi, temendo forse un assalto alle spalle, poi s’impossessa del suo mezzo metro di bancone richiedendo il caffè.

Karma.
O solo un maledetto omino.

Comunicazione di servizio

Annuncio rivolto a tutti quelli che giungono a questo blog cercando ‘Come costruire un lanciafiamme?’, ‘Portata lanciafiamme’, ‘Lanciafiamme portatile’ e così via.

Siete vagamente nel posto sbagliato, ma ammetto che ogni volta mi fate sorridere, cari simpaticoni belligeranti.

Published in: on gennaio 5, 2009 at 9:50 pm  Commenti (6)  

Insulti 2.0

Talvolta essere geek è utile.
Un giorno si legge un commento volgare e offensivo sul blog che si guadagna la corsia preferenziale del fastidio soprattutto per la sua prima caratteristica: le accuse si affrontano, ma anche un minimo cenno di maleducazione si riserva un imprescindibile astio.

Talvolta essere geek serve: si studia l’ip, che però fornisce ben poche informazioni.
Quindi si passa all’indirizzo e-mail che, digitato su Google, porta direttamente a un profilo, a un nome, un cognome e qualche segno di vita digitale che non suggeriscono nulla.
Sembrerebbe uno totale sconosciuto che un bel giorno si sveglia e decide di giudicare una persona a partire da quello che scrive su Twitter, come se si potesse condensare qualcuno in qualche migliaio di stringhe da 140 caratteri.

Essere geek serve perchè non è la prima volta che accade una cosa simile, e non sarà l’ultima, ma certamente non è stata la peggiore. Questo commentatore, per esempio, non ha mai esperito il gioco di ruolo online eXtremelot-Dreamalot, una vera palestra per imparare a prendere con relativo distacco tutto ciò che proviene da una tastiera.

Fondamentalmente il concetto espresso dall’insultatore era degno di discussione, ma i modi? I modi sono intollerabili.

Quindi, oh veemente sconosciuto, controlla la tua e-mail, e abbi la gentilezza di rispondermi.
Sempre che l’indirizzo e-mail che hai usato sia tuo, ovviamente.
Gradirei capirci di più.

AGGIORNAMENTO:

Il poco misterioso commentatore mi ha risposto direttamente sul blog riportando l’e-mail che gli avevo scritto senza il mio permesso, quindi ne ho rimosso l’intero intervento.
Anche perchè voleva invitarmi a riflettere, invece di insultarmi, e io sono permalosa e le sue parole erano per ridere.
Lui voleva farmi aprire gli occhi, prendermi da esempio, ed è stato felice di aver scovato un linguaggio capace di smuovere gli animi.
Mi ha anche gentilmente inviato il link a un sito.

Bene, questo non è certamente il posto adatto per discussioni di tale rilevanza.
In questa sede non mi interessa ne’ fare pubblicità a un certo modo di pensare ne’ diventare il capro espiatorio (come egli stesso mi ha definita) per parlare di altro.
E’ il mio altezzoso salotto.
E nel momento in cui per creare una discussione si deve insultare le persone, non c’è ironia che tenga.

Grazie per aver risposto, commentatore poco anonimo, ma con me hai proprio sbagliato in principio.

Quelli che…

Videography > Foo Fighters – The Pretender

Ladies and gentlemen,

per la categoria ‘Persone che vorreste eliminare con una passata di lanciafiamme’ vi presento un caso umano che sicuramente farebbe innervosire anche il più santo, il più quieto, il più gentile e comprensivo degli individui.

Sono sicura che almeno una volta avete avuto a che fare con gente simile, e subito ve la descrivo.

Avete presente quelli che pur di non studiare, pur di non lavorare, pur di non impegnarsi in qualcosa venderebbero la propria nonna?
Ecco.
Non basta che ci degnino della loro luminosa presenza, no.
Devono nobilitare il loro disappunto, la loro sacrosanta rivendicazione della pausa-sigaretta o pausa-caffè, il loro tergiversare irritante, il loro sbuffare. Si sentono minacciati, capite? Colpiti al cuore, crudelmente, da ciò che riempie le loro giornate per forza o per scelta.

Per questo pronunciano quella frase. Sì, quella che istiga violenza e fa automaticamente contrarre ogni nervo.

A fronte di libri da studiare, lezioni da frequentare, compiti da assolvere, incarichi di cui esser responsabili, loro cosa osano dire, sgranando gli occhietti come se fosse la cosa più naturale del mondo, la pretesa più elementare?

Oh, ma io ci ho una vita sociale!

… direi che si commentano da soli.
Non sapete quanto trattenga il mio alter ego in questi casi.

Non conoscete l’alter ego che dimora nel mio lungo spirito?
Ve lo presento, affinchè possiate aver una minima idea del fastidio che certe volte posso provare:

100 ragioni per avere un lanciafiamme

Soundtrack > Gang of Four – Natural’s Not In It

Inauguro oggi questa nuova categoria dopo aver assistito all’ennesimo fatto assurdo che avrebbe richiesto il suddetto lanciafiamme a portata di mano per compiere una meritata strage.

Quante volte vi capita di voler distruggere tutto?

In ufficio, in università, in casa, per strada, o semplicemente leggendo un quotidiano, accendendo la televisione o chiacchierando scatta un impeto di rabbia, come una scossa e una saetta, che vi trapassa da parte a parte, e un lanciafiamme, una katana, uno spadone a due mani, un mazzafrusto o una mitragliatrice sarebbero davvero comodi per calmare l’animo.
Dato che tutto ciò è vagamente illegale, rimane solo una grande sensazione di frustrazione e indignazione.

Inizio quindi questa sequela di post descrivendo l’evento a cui mi riferivo prima.

Vi sembrerà folle, certo.

Alla fermata del bus in quel di Pesaro, città tranquilla rispetto alla mia natia Bologna, vedo una comitiva di ragazzini in bicicletta svoltare l’angolo, e uno di questi cerebrolesi cosa fa?
Si accosta a un suo compagno e lo spinge a terra con una mano.
Lo ribalta in mezzo alla strada con due automobili in arrivo.
E il resto della combriccola ride o scuote la testa guardando il povero malcapitato che, oltretutto, non rivela segni di collera.

Voi non sapete quanto avrei voluto rincorrere un paio di questi soggetti armata del fedele lanciafiamme.
Ero tentatissima di raggiungerli e fare un paio di urli che manco una cantante lirica.
Nel minimo tempo di cinque secondi ho sfogliato mentalmente tutte le possibilità, le eventualità e le probabilità, passando da ‘Ma che razza di genitori hanno questi?’ a ‘Io li manderei tutti in un collegio svizzero, o in miniera!’.
Poi? Beh, le automobili hanno inchiodato e i ragazzetti sono ripartiti come se nulla fosse. Come se fosse tutto… normale.

Che nervi.
A volte rimpiango di non essere l’incredibile Hulk.

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