Il mio cervello è diviso in due parti: una fisica e una immateriale.
Quella fisica è costituita dalla materia grigia, dagli emisferi e da tutti i collegamenti tra i pochi neuroni rimasti (tutti potenzialmente color arancione Hermes). Qui risiedono i pensieri, le constatazioni, la realtà. C’è ciò che so e che sono certa di sapere.
L’altra parte invece è immateriale nel senso di fugace. Veloce, scattante, sorprendente.
Sì, c’è qualcosa nel mio cervello che processa ciò che non riuscirei ad affrontare.
E’ come se un vento supersonico scattasse in avanti di fronte a certi avvenimenti, li raccogliesse e dicesse al mio corpo come muoversi di conseguenza mentre il cervello fisico rimane immobile e incredulo.
Quindi in questi giorni sono incredula e ancora non mi rendo bene conto di cosa è successo.
E’ il cervello immateriale che svolge tutto il lavoro mentre quello fisico permane in uno stallo meravigliato.
Mi sono laureata.
Me ne sono leggermente accorta quando mi sono voltata e ho visto:
- la nonna piangere;
- il nonno piangere;
- la zia piangere;
- madreeeh piangere;
- gli amici piangere;
- l’altra zia piangere;
- lo zio piangere;
alchè il mio cervello immateriale ha velocemente processato l’avvenimento e ha comandato alla mia faccia “Sorridi”, alle mie mani “Prendi la corona d’alloro e mettila in testa”, alle mie gambe “Sta in piedi”.
Sto ancora attendendo che il cervello fisico acquisisca le informazioni e le importantissime novità.
Ci vuole un poco di tempo, credo.
E’ mettere un punto fermo e fisso a qualcosa, ed era tanto che non capitava.
Quindi sono arrivate le domande, le ovvie e doverose domande, tra cui spiccava “Cosa farai dopo la laurea?”.
… cioè, devo ancora rendermi conto d’essermi laureata, abbiate pietà, abbiate pazienza, abbiate cuore! Non è facile.
Capisco però che è una domanda classica.
Per cui mi sono preparata delle risposte non classiche che possono essere utili non solo alla sottoscritta ma a chiunque si ritrovi in situazioni simili:
a) partirò per il Tibet dove affronterò un lungo percorso di meditazione alla ricerca della beatitudine interiore;
b) mi arruolerò nell’esercito (ma solo se la divisa sarà firmata da Balmain);
c) mi iscriverò a Ingegneria Aerospaziale (io, che per l’esame di Statistica ho penato non poco, ah! Ingegneria!);
d) tornerò a cantare lirica e girerò per tutti i teatri del mondo (… questa non è esattamente improbabile, anzi);
e) Laurea? Quale laurea? Ah, ma questa era uno scherzo! Non dirmi che ci hai creduto!;
f) tornerò in Giappone. Punto. Senza altri dettagli ne’ un presupposto ritorno;
g) andrò a X Factor;
h) prenderò lezioni di cucina da Ratatouille a Parigi e diventerò una critica;
i) scriverò un’autobiografia;
j) mi proporrò come cavia da laboratorio;
E ora quelle che preferisco:
k) diventerò un cavaliere Jedi;
l) passerò al lato oscuro della forza;
m) mi proclamerò padrona del mondo;
n) andrò sul Monte Fato per distruggere l’Unico Anello.
Sì, le facce saranno sempre un po’ perplesse, ma non lasciatevi sfuggire l’occasione.
p.s. cosa farò davvero in questi giorni?
Leggerò. Tantissimo.
Saghe fantasy lasciate in sospeso, libri di marketing e pubblicità, sociologia e new media, libri che mi ispirano solo per la copertina.
Viaggerò, andrò ovunque ci sia l’opportunità, ovunque ci sia qualcosa d’interessante.
Farò il cosidetto “punto della situazione”, raccoglierò le idee e mi metterò in gioco.
Non passerà molto tempo, anzi.
Aspetto solo che il cervello fisico si ricongiunga con quello immateriale.
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