Nel centro di Milano sorge un’insospettabile villa dal fascino difficilmente narrabile.
Io, bolognese, non ci avrei mai creduto: pare un’oasi di verde, con i suoi interni in legno pregiato, il giardino curato e la piscina dai bordi di marmo.
Villa Necchi Campiglio, della famiglia omonima, protetta e custodita dal FAI.
In questo incantevole scenario Venerdì si è tenuto il Party 10 e Lode Chiquita per il lancio dei nuovi frullati.
Un’organizzazione che ha saputo far fronte ai disagi del maltempo e dei trasporti ha creato un evento tanto insolito quanto curioso.
Il buffet (ovviamente di cosa posso parlare per prima cosa, io? Del cibo, no?) era studiatissimo: solo frutta abbinata a pezzetti di formaggio, caramellata in spiedini, tagliata a fettine. Risotto di fragole. Coppette di crema di banana con pezzi di cioccolato. Fragole, ananas, uva, … per una volta, una cena sana per Sybelle (incroyable!).
All’esterno il barman Enzo ci ha preparato dei drink usando i frullati 10 e Lode Chiquita: la sua fantasia ha prodotto dei cocktail ottimi.
In una sala era allestito il set per un photoshoot con la ragazza-Chiquita e il suo pesantissimo cappello, mentre dall’altra parte si poteva sferruzzare con ferri e gomitoli di lana, guidati dalle ragazze di Do Knit Yourself.
A fianco, la sala dei massaggi shiatsu.
Potevo lasciarmi sfuggire l’0ccasione, dopo aver fatto Pesaro-Bologna-casa-Bologna-Milano in una manciata d’ore? No, e infatti per quindici minuti sono entrata in un altro mondo: ne sono uscita con un sorriso beato stampato in faccia.
I frullati sono sicuramente freschi, rinfrancanti, ma più che una bevanda li definirei un alimento: una bottiglia, sebbene sembri piccola, sazia decisamente. E se lo dico io…
A mio parere – e, a giudicare da ciò che ho sentito, anche secondo tutti gli altri partecipanti – il migliore rimane quello al lampone/melograno, sia nella versione ‘liscia’ che in quella ‘drink’ escogitata da Enzo.
Tutti i gusti proposti sono il risultato dell’unione di frutta a… frutta. Niente coloranti, niente zuccheri, niente additivi. Solo frutta, in varie quantità. Si sente, sia nel sapore che nella consistenza.
Così son tornata nella mia Bologna contenta della particolare esperienza, armata di una shopper decorata a mano, un cd di musica latina, un paio di biglietti da visita per informazioni sullo shiatsu e l’ormai leggendaria chiavetta USB a forma di banana con tanto di logo blu Chiquita a rilievo.
Il giorno dopo ho visto i frullati in vendita a 2,50 € l’uno. Un prezzo ragionevole, data la qualità e l’entità del prodotto.
Che sia venuto il momento d’iniziare una dieta sana e abbandonare cotolette alla bolognese e gnocchetti verdi al gorgonzola?
Chissà. Non prometto niente(*).
Certo è che con questo caldo un frullato ghiacciato ci starebbe abbastanza bene.
(*) Anche perchè dopo la sanissima cena io, Filicchio, Annatorc e LvrLuca siamo finiti in un fastfood. … lo so, siamo vergognosi.














