Incidenti diplomatici

Talvolta dovrei avere un paraocchi come i cavalli che mi impedisca di vedere ciò che mi circonda, così non combinerei disastri e non mi ritroverei in situazioni non solo assurde, ma anche imbarazzanti.

Galeotto fu il macaron e chi lo adorò!

Uscendo da Zanarini dopo la classica colazione i miei occhi vengono attirati dalla vetrina colma di torte e pasticcini: in mezzo c’erano delle scatoline quadrate, trasparenti, contenenti i benedetti macaron.

“Zanarini ha i macaron! Anche Zanarini ha i macaron! Macaron ore dodici! Macaron! Macaron!”.
Nella mia testa è partito un allarme a sirene spiegate che ha sovrastato ogni altro pensiero: le mie gambe si sono mosse automaticamente verso gli oggetti del desiderio, senza controllare chi potesse mai passare.

Stolta!
Era ovvio che proprio in quel istante dovesse sopraggiungere Cazzola, candidato sindaco di Bologna, con un paio di persone del suo entourage, e che io gli finissi praticamente addosso!

Come accade a un disco, il sobbalzare mi ha fatto perdere il delirante filo e son diventata piccina picciò (nei miei limiti, ovviamente) chiedendo scusa per la disattenzione.

“Brava Sybelle, brava, facciamoci riconoscere sempre, eh!”, mi diceva la coscienza.

Tutto per un macaron.
Ally McBeal quasi non mi eguaglia.

p.s. piccolo promemoria, già che ci sono: se un ragazzo ti offre un giornale dicendo “Sostieni la lotta comunista! Anche se non sei comunista!” e tu rispondi “No, grazie, sto cercando di smettere” l’ironia potrebbe non essere colta, quindi inventati qualcos’altro.

Le meravigliose avventure di Sybelle

La scena si svolge al bar della stazione di Bologna, di cui ho già avuto modo di parlare in toni non proprio entusiastici come teatro di situazioni assurde.
Stamane è andata in scena una delle sue migliori rappresentazioni, tanto da farmi sospettar d’essere entrata davvero in una recita per giunta senza pagare alcun biglietto.

Infatti sono entrata, barcollante dal sonno e dal peso del borsone rosso, ho diligentemente fatto la lunga fila alla cassa per ottenere l’agognato scontrino e ho raggiunto il banco delle brioche.

E qui è avvenuto il primo siparietto.
Da lontano già si udivano le ordinazioni: ‘Una brioche alla cioccolata’, ‘Una pasta con cioccolato’, ‘Cioccolato’, ‘Cornetto al cacao?’, ‘Nutella’, ‘Cioccolato’, ‘Un croissant con il cioccolato’ (questa ero io), ‘Una alla cioccolata’.
Fatto sta che dopo l’ennesima richiesta la cameriera sbotta in un ‘… ma che avete tutti stamattina? Avete bisogno di coccole? Di dolcezza? Cosa vi è successo?’.
Eh signora, è una mattinata iniziata male. Una delle tante insomma, non si arrabbi e non infierisca.
Anche perchè qualcuno le dovrà pur dire che la brioche al cioccolato è l’unica mangiabile.

Dopo che la suddetta mi ha confessato i suoi problemi ai tendini (la mia faccia pareva forse abbastanza sveglia da intendere? Non credo!) mi avvicino a un angolo del bancone, ordino un cappuccino e la cameriera posa un piattino al mio ‘posto’.
E mentre, in sovrapensiero, mi imbottivo di cioccolato ho visto il già citato piattino allontanarsi di mezzo metro da me sospinto dalle gentili mani di un omino scontroso che non ha gradito la mia vicinanza.
Pensava che non lo notassi? Esiste un fenomeno fisico detto ‘levitazione del cappuccio al bar’?
La mia espressione era… perplessa. Ho riavvicinato il piattino e udito un sonoro ‘SGRUNT’.
Improvvisamente ho temuto, che ne so, di avere la coda da diavolo, le corna da orco, la pelle blu oltremare e gli occhi iniettati di sangue.
Gentil personaggio, se hai bisogno di solitudine non ti conviene proprio venire in un posto così affollato. Hai una particolare fobia per le persone alte, come un tuo altro collega? Sei in una stazione. Sta-zio-ne ferroviaria. Cosa ti aspetti? Il tappeto rosso? La prossima volta ti consiglio di effettuare un ordine per la colazione da una cabina telefonica e attendere che ti sia portata.

Alzo gli occhi al cielo e in quel momento i camerieri addetti alle macchine del caffè iniziano a litigare.
‘Non fate caso a noi!’, dice lei fissando proprio me.
Vorrei toccarmi il viso per esser certa di non avere anche le squame, per puro caso.
‘Stamane il mio collega ha dimenticato di azionare il cervello!’, mi confessa (urlando) la cameriera.
Mi ustiono bevendo in tutta velocità il cappuccino e guadagno l’uscita.

Quasi quasi mi aspetto di sentire la sigla finale e vedere i titoli di coda scorrere sui tabelloni degli orari.
Sono sempre bei momenti.

Published in: on aprile 6, 2009 at 9:19 am  Commenti (2)  
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Ally & Me

Non è che veda in giro neonati danzanti, massi che cadono dal cielo, Barry White che mi canta serenate. Non sento nemmeno la musica nella mia testa. Cioè, non così spesso.
Però ogni giorno mi accade qualcosa che mi fa sentire simile a Ally McBeal.
Uguale, identica.

Una mia giornata potrebbe servire a riempire un paio di episodi di ogni serie.
Sarà che son portata a notare l’assurdo? Sarà che mi sento fuori posto in ogni momento perchè ‘sento di pensare diversamente’ rispetto al ‘normale’ (… se capite cosa sto cercando di dire avete il mio plauso)?

Voglio premunirmi, stavolta.
Quindi apro un sondaggio per capire cosa mi potrebbe accadere domani mattina.

Sono infatti un paio di settimane che tento disperatamente di recuperare il sonno perduto durante la sessione d’esami, e ogni mattina accade qualcosa.
Ogni. Mattina.

Quindi.
Dopo che Martedì son stata svegliata dalle coinquiline che urlavano come al mercato rionale.
Dopo che stamane i padroni di casa hanno fatto irruzione che manco i Rohirrim contro una squadriglia di orchi.

Cosa mi impedirà di dormire domani mattina?

A) Un’onda anomala su Pesaro.
Gentilmente offerta dal mare Adriatico.

B) L’invasione dei Cyloni.
Che magari mi spiegherebbero alcune cose di Battlestar Galactica (soprattutto su Gaius, lo ammetto).

C) L’Apocalisse.
Beh, non si sa mai. Una simpatica apocalisse che male può fare?

D) Un venditore porta a porta.
Che sinceramente temo più delle tre opzioni precedentemente elencate.

E) Altro.

Io attendo fiduciosa la realizzazione di qualsiasi ipotesi.
Quasi ci spero.
Purchè non sia la D.

Aggiornamento del 5 Marzo.

Come volevasi dimostrare, stamane nessuna delle mie previsioni si è concretizzata.
Questo non vuol dire che abbia finalmente dormito quanto desiderato, no.
Avevo infatti dimenticato – ahimè – l’opzione più probabile.
Quindi stamane son stata svegliata dal concerto di grida messo in atto non solo dalle coinquiline, ma anche dalla signora del piano di sopra con relativa badante, cose che in confronto le scimmie urlatrici del Messico sono dolcissimi usignoli.
Avrei preferito i Cyloni, poco ma sicuro.

Published in: on marzo 4, 2009 at 5:37 pm  Commenti (6)  
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Karma & Caffeina

Soundtrack > Ella Fitzgerald feat. Louis Armstrong – Let’s Call the Whole Thing Off

Avevo parlato del bar della stazione in toni non propriamente esaltanti, e stamane son stata ‘punita’ della suprema forza del karma.

Ero al lato estremo del bancone, attendendo il mio mesto cappuccino (“Che lo prendi a fare?”, direte voi. “Eh, mi illudo sia di Starbucks”, rispondo io. In realtà devo assumere qualcosa di minimamente commestibile altrimenti a] mi addormento, b] svengo), quando sento una voce maschile alle mie spalle.

Con la coda dell’occhio noto un omino che pretende di essere servito subito, ora, immediatamente, in fretta, A-D-E-S-S-O! Un omino simpatico, insomma, che subito dopo esclama ad alta voce:

“Certo, quando il grattacielo qui presente finisce il suo cappuccio in tuuutta calma e mi fa spazio, ovviamente!”.

Il ‘grattacielo qui presente’ sarei io.
Che mi volto appena.
Lo squadro.
Lui mi rivolge un sorriso tirato.
E un po’ come Ally McBeal immagino che una roccia piombi dal cielo e ne sopprima l’esistenza.

Finisco il mio cappuccino e me ne vado continuando a osservarlo. Lui si gira pian piano continuando a fronteggiarmi, temendo forse un assalto alle spalle, poi s’impossessa del suo mezzo metro di bancone richiedendo il caffè.

Karma.
O solo un maledetto omino.

Shopping & Shoes

Soundtrack: http://tinyurl.com/53mosv

Ritengo di assomigliare molto a Ally McBeal.
Non fisicamente, ovvio, ma nel pensiero, nel carattere e nella prodigiosa capacità di ritrovarsi involontariamente nelle situazioni più assurde.

Farò un esempio.

Mettiamo che, per puro caso, stia aspettando un paio di scarpe comprate online.
Sapendo che il pacco arriverà durante un certo giorno, io punterò la sveglia abbastanza presto per non farmi trovare dormiente o impreparata.
Attenderò quindi leggendo un libro, ascoltando la radio, pronta a scattare verso la porta non appena sentirò il campanello.

Ed eccolo, il campanello.
‘Signorina, ho due buste per lei’.
Due buste?
Mi precipiterò giù per le scale (prima quelle infidissime a chiocciola), veloce come il vento, incontrerò un vicino che mi rivolgerà uno sguardo perplesso, aprirò il portone, tenderò le braccia e…
… e mi ritroverò con due libri di fotografie che mia madre ha ordinato online.

Da qualcuno avrò pur preso, no?

Risalirò tutte le rampe (a chiocciola compresa) e tornerò delusa alle mie attività.
Fino a che…

… un altro campanello!
E via! mi fionderò un’altra volta verso il portone, pregustando il momento solenne e senza nemmeno incrociare alcun vicino ritenderò le mie braccia e…
… scoprirò che la postina si era scordata di farmi firmare la ricevuta.
Va bene.
Firmerò la ricevuta, e mentre risalirò la mia attenzione sarà catturata dall’aprirsi di una porta: quella del ‘vicino famoso il cui ultimo avvistamento risale a Natale’. E io sarò in tuta e infradito.
No, non può essere.
Infatti non è: mi sbaglierò e tornerò alle mie meste attività con due anni di vita in meno.

Intanto i telefoni staranno squillando all’impazzata che manco avessi vinto la lotteria: chi cerca case in affitto (e lo chiede a me), chi cerca qualcun altro (che non c’è), chi mi informa dell’arrivo di certi libri alla Sala Borsa (e vabbè).
Fino a che…

… il citofono suonerà.
Io, sospettosa, scenderò.
Noterò immediatamente la scatola voluminosa e, con un sorriso beato e la giusta devozione, non farò caso alle pessime battute del corriere.
Prenderò le mie scarpe e il mio spirito shopaholico sarà soddisfatto.

Mi pare tutto abbastanza assurdo.
Ecco (uno dei) perchè presumo di assomigliare molto a Ally McBeal.

Published in: on settembre 18, 2008 at 11:52 am  Commenti (2)  
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