Talvolta dovrei avere un paraocchi come i cavalli che mi impedisca di vedere ciò che mi circonda, così non combinerei disastri e non mi ritroverei in situazioni non solo assurde, ma anche imbarazzanti.
Galeotto fu il macaron e chi lo adorò!
Uscendo da Zanarini dopo la classica colazione i miei occhi vengono attirati dalla vetrina colma di torte e pasticcini: in mezzo c’erano delle scatoline quadrate, trasparenti, contenenti i benedetti macaron.
“Zanarini ha i macaron! Anche Zanarini ha i macaron! Macaron ore dodici! Macaron! Macaron!”.
Nella mia testa è partito un allarme a sirene spiegate che ha sovrastato ogni altro pensiero: le mie gambe si sono mosse automaticamente verso gli oggetti del desiderio, senza controllare chi potesse mai passare.
Stolta!
Era ovvio che proprio in quel istante dovesse sopraggiungere Cazzola, candidato sindaco di Bologna, con un paio di persone del suo entourage, e che io gli finissi praticamente addosso!
Come accade a un disco, il sobbalzare mi ha fatto perdere il delirante filo e son diventata piccina picciò (nei miei limiti, ovviamente) chiedendo scusa per la disattenzione.
“Brava Sybelle, brava, facciamoci riconoscere sempre, eh!”, mi diceva la coscienza.
Tutto per un macaron.
Ally McBeal quasi non mi eguaglia.
p.s. piccolo promemoria, già che ci sono: se un ragazzo ti offre un giornale dicendo “Sostieni la lotta comunista! Anche se non sei comunista!” e tu rispondi “No, grazie, sto cercando di smettere” l’ironia potrebbe non essere colta, quindi inventati qualcos’altro.





