La scena si svolge al bar della stazione di Bologna, di cui ho già avuto modo di parlare in toni non proprio entusiastici come teatro di situazioni assurde.
Stamane è andata in scena una delle sue migliori rappresentazioni, tanto da farmi sospettar d’essere entrata davvero in una recita per giunta senza pagare alcun biglietto.
Infatti sono entrata, barcollante dal sonno e dal peso del borsone rosso, ho diligentemente fatto la lunga fila alla cassa per ottenere l’agognato scontrino e ho raggiunto il banco delle brioche.
E qui è avvenuto il primo siparietto.
Da lontano già si udivano le ordinazioni: ‘Una brioche alla cioccolata’, ‘Una pasta con cioccolato’, ‘Cioccolato’, ‘Cornetto al cacao?’, ‘Nutella’, ‘Cioccolato’, ‘Un croissant con il cioccolato’ (questa ero io), ‘Una alla cioccolata’.
Fatto sta che dopo l’ennesima richiesta la cameriera sbotta in un ‘… ma che avete tutti stamattina? Avete bisogno di coccole? Di dolcezza? Cosa vi è successo?’.
Eh signora, è una mattinata iniziata male. Una delle tante insomma, non si arrabbi e non infierisca.
Anche perchè qualcuno le dovrà pur dire che la brioche al cioccolato è l’unica mangiabile.
Dopo che la suddetta mi ha confessato i suoi problemi ai tendini (la mia faccia pareva forse abbastanza sveglia da intendere? Non credo!) mi avvicino a un angolo del bancone, ordino un cappuccino e la cameriera posa un piattino al mio ‘posto’.
E mentre, in sovrapensiero, mi imbottivo di cioccolato ho visto il già citato piattino allontanarsi di mezzo metro da me sospinto dalle gentili mani di un omino scontroso che non ha gradito la mia vicinanza.
Pensava che non lo notassi? Esiste un fenomeno fisico detto ‘levitazione del cappuccio al bar’?
La mia espressione era… perplessa. Ho riavvicinato il piattino e udito un sonoro ‘SGRUNT’.
Improvvisamente ho temuto, che ne so, di avere la coda da diavolo, le corna da orco, la pelle blu oltremare e gli occhi iniettati di sangue.
Gentil personaggio, se hai bisogno di solitudine non ti conviene proprio venire in un posto così affollato. Hai una particolare fobia per le persone alte, come un tuo altro collega? Sei in una stazione. Sta-zio-ne ferroviaria. Cosa ti aspetti? Il tappeto rosso? La prossima volta ti consiglio di effettuare un ordine per la colazione da una cabina telefonica e attendere che ti sia portata.
Alzo gli occhi al cielo e in quel momento i camerieri addetti alle macchine del caffè iniziano a litigare.
‘Non fate caso a noi!’, dice lei fissando proprio me.
Vorrei toccarmi il viso per esser certa di non avere anche le squame, per puro caso.
‘Stamane il mio collega ha dimenticato di azionare il cervello!’, mi confessa (urlando) la cameriera.
Mi ustiono bevendo in tutta velocità il cappuccino e guadagno l’uscita.
Quasi quasi mi aspetto di sentire la sigla finale e vedere i titoli di coda scorrere sui tabelloni degli orari.
Sono sempre bei momenti.





