Non c’è niente da fare: per me il supermercato è un luogo di grande perdizione.
Io non resisto, soprattutto alle offerte. Butto sempre l’occhio, soppesando e valutando, cercando quegli articoli che solitamente compro.
C’è tanto marketing dietro, me ne rendo conto, l’ho anche studiato.
Per esempio, il prosciutto crudo. Ecco, non ci riesco, a lasciarlo lì, soprattutto quello buono. Salatino, saporito, morbido, che si scioglie, e non quelle fette di cartongesso messe sottovuoto, a prezzo ridicolo persino per essere chiaramente un prodotto realizzato per l’edilizia!
Tant’è che vado a fare la spesa.
Missione: comprare un cuscino (o guanciale, se volete, ma non quello che se magna).
Giungo alla cassa con la spesa più assurda che si sia vista: il suddetto cuscino (perchè sì, in due mesi che vivo da sola non l’avevo ancora comprato. Shame on me), il sopracitato prosciuttino crudo sbav sbav che sto mangiando ora e due bottiglie di birra tanto buona e tanto particolare che, insomma, non poteva essere lasciata lì. In Menabrea I trust, in Ichnusa I believe (e non vi dico “I” cosa per quanto riguarda la Bloemenbier).
Insomma, la spesa del single che vive da single, ma quel cuscino enorme?
Davanti a me c’è un ragazzo che ha preso 6 bottiglie di Menabrea, 4 di Ichnusa, due magnum di Leffe e due, due hamburger.
C’è una sorta di vicinanza mentale, perchè entrambi sappiamo di aver preso quelle birre perchè erano in offerta.
Lui osserva il mio bottino. Sorride appena. Mi guarda e proferisce tre parole e una virgola (sì, c’era anche la virgola ben espressa): “Guarda, ti stimo“.
Mi appunto la mia coccarda per la situazione assurda del giorno, arduamente conquistata, e me ne vado a casa.
… ma qui davvero stiamo esagerando.




