C’è crisi!

Una crisi c’è sempre ogni volta che qualcosa non va’, direbbero i buoni Bluvertigo.
Probabilmente questa è la canzone più rispolverata degli ultimi mesi, dato che, beh, del tema principale si parla in ogni dove.

Anche Bologna si adatta alla difficile realtà, per forza di cose, con strategie d’alto impatto e sicuro richiamo.

Vince la medaglia d’oro l’edicolante all’angolo tra via Indipendenza e via Ugo Bassi, che opta per un messaggio chiaro e una soluzione immediata.

Caro edicolante,
se solo tu fossi ubicato in una zona a me più congeniale non avresti il minimo problema: con tutte le riviste che acquisto ogni mese sto pagando l’istruzione ai figli di altri svariati punti vendita.
Che tu però debba appendere un annuncio simile, tu, che più centrale di così non si può, mi inquieta davvero tanto.

Resisti, edicolante. Resisti.

p.s. per la foto orripilante si ringrazia la non-collaborazione del mio BlackBerry Pearl.

Published in: on febbraio 23, 2009 at 1:21 pm  Commenti (7)  
Tags: , , , , , , ,

Vita da fiction

Videography: Tori Amos > Cornflake Girl

Ho sempre affermato che stare a Pesaro è come entrare in un telefilm.
Si vive nell’assurdo, circondati da personaggi improbabili e situazioni che ti fanno alzare un sopracciglio per la perplessità.
Spesso le persone frequentano locali e luoghi per ritrovare l’atmosfera di un film o telefilm (Sex and the city? Un cupcake da Magnolia, New York) mentre in casi opposti è il luogo stesso a creare le dinamiche della fiction.
C’è una qualche forza che attira qui tutte le stranezze?
O sono io?

Comunque.

Così può accadere che un omino edicolino sul lungomare (‘edicolante’ per i comuni mortali ma, come in ogni telefilm che si rispetti, anche qui si è venuto a creare un linguaggio specifico fatto di neologismi e parole chiave) non solo sa il tuo nome, non solo ti saluta ogni mattina sbracciandosi, non solo conosce i tuoi gusti, non solo riconosce il tuo profumo (vedi William_perry), ma ti invita pure a entrare nel chiosco, accedere all’altra parte della barricata e ti offre un buon caffè.

… paradossale.
Tanta gentilezza e simpatia è rara.
Così tanto che sembra di essere in un telefilm.

Published in: on ottobre 29, 2008 at 10:48 am  Commenti (4)  
Tags: , , , , , , , , ,

Il peso della moda

Soundtrack > Miss Kittin – 3eme sexe

Stanche della solita palestra affollata, stracolma di gente così snella che voi, a confronto, vi sentite l’incrocio tra una megattera e un bradipo?
Oppure potete vantare d’essere in forma? Precisiamo: la palla è una forma, ma non mi pare il caso di generalizzare!
Non ne potete più di pagare prezzi assurdi per sudare?

La soluzione è semplice, comoda ed economica, e si trova in edicola.
E’ incarnata dalla rivista femminile media.

Avete mai sollevato uno di quei mattoni?
Quei giornali alti quattro centimetri che vi fanno ondeggiare manco foste appena uscite dall’Oktober Fest, capito?
Volumi considerevoli che stenderebbero qualsiasi modella vista apparire alla recente settimana della moda di Milano: polsi così sottili non potrebbero mai reggere tale peso (a meno che tali modelle non abbiano uno scheletro in adamantio come Wolverine…).
‘Sollevamento rivista’: nuovo sport olimpico per muscoli d’acciaio e braccia toniche!

Vi faccio un esempio.
Prendo la bilancia IKEA e vi poso Elle di Ottobre (alto 2,9 cm, per la cronaca).

Due chili di cultura.

Mettiamo il caso che ci aggiunga anche il Flair, sempre d’Ottobre (altezza 2 cm).

Arriviamo pressapoco a quattro chili.

Per casa vaga anche un Grazia arrivato in comodo abbonamento (solo 1 cm di carta).

Raggiungiamo la bellezza di cinque chili.

E voi potreste dire ‘Chi te lo fa fare, non comprarli’.
Eh no, miei cari.
Io sono stata temprata da zaini scolastici pesanti nove chili (per essere ottimisti), cosa volete che sia questo?

Più che altro mi domando perchè in estate si vedano fiorire le versioni pocket dei suddetti giornali, pesanti la metà (ma alte uguali).
Estendere questa geniale idea a tutto l’anno no?
Altrimenti dovrò fare come una conoscente che prendeva il caro Elle e lo squartava in due parti con un coltello da cucina per dividere il peso.

Però è così macabro…

Published in: on settembre 27, 2008 at 10:21 am  Commenti (3)  
Tags: , , , , , , , ,
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 47 follower

%d bloggers like this: