La MECS (Movimento per la Eliminazione del Calzino col Sandalo)

E ora voglio che vi alziate. Una standing ovation, ma senza ovation. Solo standing.
Siete al lavoro? Non importa.
A casa col gatto? Ancora meglio.
In autobus? Perfetto.

Espirate tranquillamente, senza fretta. Concentratevi.
Inspirate. Un bel respiro. Pronti, d’accordo.

Ora urlate con me:
“I SANDALI CON LE CALZE NON SI POSSONO VEDEREEE!”.

… Vi sentite già più leggeri, immagino.
Quante volte avreste voluto dirlo?
Se i vostri colleghi in ufficio vi guardano male non preoccupatevi: la vostra è una sacrosanta causa, una giustificabilissima esternazione di rimostranza nei confronti di tale orrore.

Lo so, lo so, lo so.
Se parlare degli stivali in estate era come sparare sulla Croce Rossa questo argomento sfiora l’ovvio, ma pare ci siano ancora dubbi, seri dubbi sulla sua debellazione.
Potreste dire che sono solo i turisti tedeschi ad andare in giro così, che è un’usanza in via d’estinzione. Purtroppo no.

Le persone si ostinano a indossare i sandali con i calzini.
Le ciabatte da mare col calzetto di spugna spesso un dito, misteriosamente ricomparso dal cassetto ‘Inverno rigido’.
Le calze alte fino al ginocchio, che trasformano qualsiasi uomo in yodel (o giocatore di calcio, ma preferisco l’immagine dello yodel).
Il salvapiede con sandalo a tacco 12, poi… Non è che se lo fanno le modelle di Prada per salvarsi i piedi dovete farlo anche voi. Giuro! Non c’è nessuna legge che lo renda obbligatorio.
Poi ci sono quelle aziende che proprio lo promuovono: un delizioso calzino a fiorellini con la scarpina aperta. No! No! Ma anche no!

Ci sono solo tre casi che giustificano tale scelta:

1) siete giapponesi. O amanti del Giappone. Andate in giro con gli zoccoli di legno e il calzino infradito è indispensabile per il perfetto look tradizionale. Comodo, con i sampietrini;
2) avete anche le Crocs. Magari indossate calze e Crocs. Questo indica che siete un caso disperato, e non c’è possibilità di redenzione;
3) quando siete andati a farvi la pedicure l’estetista vi ha fatto uno scherzone disegnando delle svastiche sulle unghie, che quindi dovete coprire.

Se concordate con me, la MECS (Movimento per la Eliminazione del Calzino col Sandalo) fa per voi.

Come sempre, son qua a chiedere delucidazioni. Spiegazioni. I motivi di tale insensato comportamento.
Attendo pazientemente i vostri lumi.
Sappiatemi dire.

Published in: on luglio 16, 2009 at 7:45 pm  Commenti (12)  
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La NASIE (No Agli Stivali In Estate)

Lo so, è come sparare sulla Croce Rossa.
Allora perchè imperversano ancora, in grande numero, ovunque, senza sosta?

Non sto parlando di un’epidemia: ciò a cui mi riferisco sono gli stivali indossati in estate.
A meno che non viviate sulle Dolomiti, dove c’è la neve anche in Agosto e dovete scarpinare da una malga all’altra guidando una mandria di mucche, perchè voi, o donne, li indossate nei posti più caldi, dove l’umidità non lascia tregua?

Le mie ipotesi sono:
a) non sentite il caldo. Ne’ l’umido. Siete delle supereroine, insomma, dal piedino fatato sempre perfetto. Io vorrei tanto sapere cosa succede dentro quello stivale: avete installato l’aria condizionata? Avete inserito i ghiaccioli da freezer portatile, quelli che si usano quando si fanno i pic nic? Li avete immersi nell’acqua?
b) non vi siete accorte che è giunta l’estate. Eh, chi lo sa, magari il vostro calendario segna il 3 Gennaio, data in cui gli stivali sarebbero legittimati. Estate? E’ così lontana!
c) l’effetto ‘sauna’ vi giova;
d) volete essere sempre fesciòn e, se quest’anno vanno gli stivali all’indiana, che se ne comprino quindici da sfoggiare! Con punta, senza punta, aperti sui talloni, lunghi fino al ginocchio ma che lascino le dita scoperte: ce n’è per tutti i gusti. Evviva, no?
e) state andando a pescare. Nel centro di Bologna. Qualcosa si troverà per i canali, no? Avete ragione anche voi;
f) ve l’ha prescritto il medico. Eh, se bisogna…

Oggi fondo così la NASIE: No Agli Stivali In Estate.
Mi fanno caldo solo a vederli. Soffro per chi li indossa. Sono senza logica e morale.
O mi sfugge qualcosa? Qualcuno mi spieghi il perchè di questa mossa a mio parere assolutamente all’insegna del masochismo!

Published in: on luglio 6, 2009 at 3:57 pm  Commenti (18)  
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Jelly shoes

In principio furono le ciabattine da mare, in plastica pura al 100% con cui potevate arrampicarvi sugli scogli e sconfiggere le insidiose barriere coralline di conchiglie rotte dell’Adriatico.
Quelle ciabatte che dopo un anno dentro lo sgabuzzino diventavano un pezzo unico e quindi dovevi immergerle nell’acqua per farle rinvenire.
Quelle ciabatte che, utili quanto vuoi per difenderti dalle rocce insidiose, ti tiravano a fondo non appena t’immergevi in mare.

Un paio di anni fa fu Marc Jacobs a riproporre queste scarpe in versione fashion: nacquero le Jelly Mouse, ballerine in gomma lucida dai colori freschi e primaverili. ‘Jelly’ è un aggettivo decisamente azzeccato.
Rasoterra, sottilissime, temono i sanpietrini e qualsiasi ostacolo, ma sono così carine!

La scorsa estate c’è stata qualche imitazione, ma quest’anno si vedranno (e si vedono) ovunque.

Abbiamo il sandalo di Armani con cinturino alla caviglia.
Il mocassino di Cesare Paciotti.
Le ballerine di design Kartell e .normaluisa, Glue Cinderella.
Vivienne Westwood ha creato un’intera linea di jelly shoes, dalla ballerina alla decolletè in collaborazione con Melissa.
Anche Zaha Hadid si è lanciata nel PVC più sfrenato, sempre con l’aiuto di Melissa (che ormai si contraddistingue come leader creativo in questo campo).
Per non parlare di Fendi, Marni, Givenchy, …

Eppure nei negozi si trova sempre più spesso un particolare tipo di scarpa di gomma: una ballerina piattissima con un fiocco di tessuto gros grain e tre fori sui lati.
Le ho viste brandizzate Compagnia Italiana. O anche Cristina Lucchi. Lola Cruz. E così via.
Sono semplicissime e possiedono tutte le caratteristiche delle jelly shoes.
Con un vantaggio non da poco: costano tra i 30 e i 40 euro.

Tanti, direte voi, per una scarpa di gomma!
E se vi dicessi che per i suddetti mocassini di Paciotti vi chiedono 120 euro?
Per non parlare delle altre opzioni d’alta moda.

Eh, la gomma costa!
Trovo che prezzi così alti siano insensati, ma potreste dire “E’ il mondo della moda”, e avreste ragione. Brand batte qualità 10 a 0.

E ora mi rivolgo agli uomini: mettiamo caso che vogliate uno paio di quei sandali da mare di cui parlavo all’inizio.
Pensavate di sfuggire a quest’ondata fashion?
No. Qualcuno ha ben pensato di ricoprire le suddette scarpe di Swarovschi.
Volete vederle? Si possono trovare nel negozio Diesel di Rimini. La mia mente ha rimosso il nome di chi ha compiuto un tale scempio.

(p.s. Potreste appuntarmi ‘Non hai parlato delle Crocs!’. Ecco, per me un paio di orride ciabatte che si possono mettere in lavatrice non vengono considerate ‘scarpe’!)

Matthew Williamson for H&M

Le collezioni H&M firmate da grandi stilisti hanno vita breve, nel senso che rimangono in negozio per pochissimi giorni prima di essere spazzate via da orde di shopaholiche incallite.
Così è accaduto per Cavalli: la collezione esclusiva è stata presentata nello store H&M di Bologna un paio di anni fa e si sono viste scene di guerra tra gli scaffali.
Madonna ha proposto una collezione di abbigliamento casual usando come modelli i ballerini del proprio tour.
Maggiormente soft è stata l’uscita di Comme des Garçons nel 2008: niente isteria e niente ragazzine. Il brand è sicuramente più ricercato, meno conosciuto in Italia, e persino ai saldi si trovava qualche capo. Inoltre il prezzo non era esattamente ‘H&M’.

Il 23 Aprile è uscita la limited edition di Matthew Williamson, stilista inglese che, per dirne una, è stato direttore creativo di Pucci.
Il suo dress code per H&M?
Modelli ampi, ariosi, dalle linee morbide e semplici.
Stampe vivacissime con predominanza del bianco, floreale, fantasie vagamente hippie e altrettanto pop.
Colori accesi. Fucsia, giallo, azzurro e verde acqua.
Una collezione primaverile, fresca come un sorbetto.

Ve la siete persa?
Da domani, 14 Maggio, uscirà negli store la limited edition estiva: costumi da bagno, borse, cappelli, e tutto quello che vi occorre per andare in spiaggia e per prepararvi all’afa.
Con colori simili non c’è il rischio di passare inosservati.

n.b. vi invito a vedere l’area dedicata sul sito di H&M.
Capi simili, così accesi, non sono propriamente facili da portare, ma la collezione femminile entra nei ranghi.
Però dal mio punto di vista la collezione maschile non si può vedere. Cos’è quel completo con bermuda? Non voglio saperlo.

Assurdi per caso

Cena. Tra un tortellino e l’altro esordisco con un:

‘Quest’anno pensavamo di andare in Uzbekistan’.

Padre & Madre in coro: ‘Chi?’
Me: ‘… Beh, è una proposta di Monica’.
P&M: ‘Quando?’
Me: ‘In estate’
P&M: ‘Ma davvero?’
Me: ‘Ehm… sì?’
P&M: ‘Dove sarebbe di preciso?’
Me (con aria titubante): ‘Ehm… sopra l’Afghanistan?’
‘E’ un posto pericoloso!’, dice mio padre.
Me: ‘… Ma se tu vai sempre in Algeria per lavoro?!’
‘Farà caldo’, replica mia madre.
Me: ‘Più del Messico in pieno Agosto?’.
P&M: ‘… ma non potevamo avere una figlia che smania per passare un mese, che ne so, a Ibiza? No, Uzbekistan!’
Silenzio. Scuotono la testa.
Cerco di cambiare discorso.
Me: ‘Voi che meta avete scelto?’.
P&M: ‘Ah, noi stavamo considerando la Giordania!’.
Me: ‘…’

Da qualcuno avrò pur preso, no?

Published in: on febbraio 9, 2009 at 7:51 pm  Commenti (4)  
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Attenzione! Post estremamente frivolo!

Non vorrei mai che le novità della moda previste per la nuova stagione vi sorprendessero, no.

Durante il mio recente tour per il centro di Bologna non ho potuto non notare alcuni capisaldi o, come direbbero altri, certe ‘tendenze’ della primavera-estate.

Partiamo dal ritorno della giacca a vento in versione chic.
Tessuto ovviamente tecnico, indicatissimo per fare le saune a Luglio, che si propone nei più tenui colori pastello, nonchè nel classico nero, nel blu navy e nel bianco. Lungo, corto, con cappuccio, con cintura in vita, taglio imperiale, con profili a contrasto, vi accompagnerà durante le scampagnate primaverili in cui, si sa, potrebbe arrivare un temporale.
Certo, viene proposto per essere portato anche in ufficio, ma non voglio considerare una simile eventualità.
Fa tanto ‘”I’m singing in the rain’, ma non osate arrampicarvi sui lampioni (n.b. anni fa ho visto ‘Cantando sotto la pioggia’ a teatro. Memorabile è la caduta di Paganini – il ballerino, s’intende -, scivolato proprio a causa dell’acqua torrenziale che cadeva sul palco, con annesso ‘AAAH!’ del pubblico femminile overcinquanta).
Se ne sentiva la mancanza? Ah, se lo dite voi.

Colori della stagione?
Il giallo canarino.
Ha fatto una timida apparizione nelle stagioni precedenti colorando scarpe e foulard, ma quest’anno si impone come protagonista: gonne, blazer, camicie, giacche si tingeranno di vivacità e vi spaccheranno le retine.
Attenzione poi al pregevole contrasto giallo-nero: effetto ‘ape Maya’ assicurato.

Il color salmone acceso.
Non riesco a definirlo altrimenti.
A dire il vero si è già visto questo inverno, soprattutto nelle collezioni di Laltramoda (meravigliosi il cappottino con le ruches e le borse) e di H&M.
Non è così difficile come il giallo, ma è sicuramente impegnativo data la sua brillantezza.

Tornano gli anni ’80 in versione più che soft.
Un leggero accenno per non spaventare le nuove generazioni.
Giacche strutturate con spalline appena rinforzate, proporzioni maschili, taglio corto.
Non osate nemmeno a pensare ai capelli cotonati! Ho detto soft. Very soft.

Scarpe.
Ah, scarpe.
Provate orrore per le persone che indossano gli stivali a Ferragosto? Magari proprio gli UGG foderati di pelo? Io sì (che provo orrore, non che li porto!).
Cosa può importare all’alta moda della mia opinione? Niente, e infatti anche quest’anno stivali e tronchetti verranno sfoggiati a qualsiasi temperatura.
Con una novità.
Saranno aperti.
Piede scoperto, polpaccio (o caviglia) coperto.
Dalle passerelle dei più importanti stilisti alle marche per comuni mortali, già da Zara si possono trovare degli stivaletti simili. In camoscio.
Se vedo qualcuno portarli con le calze sotto, svengo (stesso discorso per le peep-toe, le scarpe con la punta aperta).

Attenzione anche al fenomeno ‘scarpe barcollanti’.
I tacchi e i plateau saranno così alti che sicuramente vedrete qualcuno inciampare, cadere o scivolare.
Capita ormai spessissimo alle modelle, volete che non accada nella quotidianità?

Questo per iniziare.
Un piccolo elenco per non farvi trovare impreparati.
E non dite che non vi avevo avvertiti.

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