Sabbia di confine

Fino a qualche anno fa il mare iniziava a esistere solo da Aprile quando, con tutto il parentado bolognese appresso, si festeggiava la Pasqua nel solito ristorante di pesce sulla costa adriatica. Seguiva la parentesi estiva – anni nel solito hotel nella stessa città – poi veniva racchiuso nel dimenticatoio. Un po’ come le decorazioni natalizie, che vengono smontate a festa finita e nascoste per mesi, tutta quella distesa d’acqua cessava d’esser concreta, nella mia testa.

Poi sono venuta a studiare in una città di mare, in una facoltà che s’affaccia direttamente sulla spiaggia, tra uno stabilimento balneare e l’altro.
Ancora non riesco ad abituarmi all’idea.

E’ il senso di limite della spiaggia, il confine netto tra qua e la a sconvolgermi, credo.
Il non poter spingersi oltre. Non troppo, almeno.

Crea una forza malinconica, il mare invernale. Sferzato dal vento, con le gocce che  ti colpiscono il viso e i capelli che si annodano, è un luogo che aiuta i pensieri, le riflessioni.
L’aria sa di salsedine, talvolta in modo insopportabile.

Poi verso Marzo iniziano a riaprire i bar sul lungomare.
Uno ad uno, piano piano, si svegliano dal letargo, saranno il teatro delle ultime scorribande.

Questo è stato il mio ultimo inverno sul mare.
E, appunto, non riesco ancora ad abituarmici.

Voglia-tevi bene/1

Inauguro questa nuova categoria perchè non posso esimermi.

Chi mi conosce sa quanto adori la buona cucina, quanto mi piaccia sperimentare nuovi sapori e, soprattutto, quanto possa mangiare.
I miei amici mi chiamavano ‘la fame nel mondo’ e non esitano tutt’ora nel raccontare episodi mitici di cui son stata protagonista.
Dove ci sono io c’è cibo, direbbero altri.

Insomma, mangiare è mistico. Non parlo dell’abbuffarsi, ma dell’esperienza estatica che certi sapori possono provocare.
Avete presente la scena di Ratatouille in cui Rémy spiega al fratello cosa significhi combinare i gusti ed esaltarli, e lui vede le lucine colorate e i fuochi d’artificio? A me capita la stessa-medesima-identica-precisa cosa.

Giacchè siamo nel web 2.0, il web della condivisione, mi sento quasi obbligata a condividere, per l’appunto, le mie scoperte enogastronomiche.

Iniziando dal mio recente viaggio a Torino.

Siamo stati a cena al Mare Nostrum, ristorante di pesce (di cui potete trovare la recensione su 2spaghi.it) eccelso.
Vogliatevi bene.
Assaggiate il tortino al cioccolato fondente.

Ordinatelo.
Ve lo serviranno su un piattino fondo circondato da panna liquida fresca e pezzetti di nocciola.
Afferrate il cucchiaino e, con gentile determinazione, rompetelo: all’assaggio del primo bocconcino sentirete le campane. E i violini.
Nel mentre il cuore fuso scivolerà fuori e si unirà alla panna e alle nocciole. Ecco i cori angelici!
E qui potete anche applaudire con una standing ovation. Io mi sono limitata al mio famoso ‘sorriso-ebete-da-meraviglia-totale’.
Oltre all’abbinamento perfetto di sapori gustate anche l’accoppiata di sensazioni: la panna fresca, il cioccolato bollente, le nocciole croccanti.
Lasciate perdere i dolcetti Cameo! Questo è – ovviamente – un altro mondo.

Veramente perfetto.
Voglia-tevi bene.
Se siete a Torino, andate.

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