Fashion in Japan

(della serie: tanto lo sapevate che prima o poi questo post sarebbe arrivato)

Quando ci sono le settimane della moda ci si chiede spesso “Chi avrà mai il coraggio d’indossare tali scarpe, portare tali vestiti, comprare certe borse”, insomma, “osare così tanto”?
La risposta è: i giapponesi.

Per loro lo stile è una questione estremamente personale e fondamentale: se io apro l’armadio e prendo una maglietta, un paio di jeans e delle scarpe per esser soddisfatta loro hanno molte più variabili. La shojo (ragazza) media si preoccuperà di: maglietta, jeans, calzini, scarpe, cappello, collana, unghie, elastici per capelli, borsa, portachiavi, ombrello. E tutto dovrà essere rigorosamente, precisamente e straordinariamente coordinato. Impressionante. Io impazzirei dopo tre giorni.
I negozi sono colmi di set già pronti di tutti questi oggetti dallo stesso stile, linea e colore. Volete vestirvi a quadretti arancioni? Prego, accomodatevi.
La questione si replica per quanto riguarda gli abiti tradizionali, ovvero kimono e yukata: la fantasia del tessuto andrà abbinata agli zoccoli, al ventaglio, ai fermagli per capelli, alla borsa, alle unghie, al trucco.
E’ stato strano notare come indossino tranquillamente i loro abiti tradizionali: se noi andassimo in giro con i nostri abiti tipici regionali ci sentiremmo a disagio. Per loro invece è normale: li usano quotidianamente e credo si stupiscano dell’attenzione che ricevono dai turisti. (n.b. indossare uno yukata è stato un’esperienza: camminavo con passi minuscoli e sembravo un pinguino, l’obi mi stringeva terribilmente in vita e con le maniche larghe mi sentivo un pipistrello. Divertente).

Dal lato totalmente opposto invece ho notato un tentativo d’imitare il più possibile la moda occidentale.
Non importa quanto sia scomodo, è una questione di principio.
In Giappone le scarpe per donna raggiungono al massimo il numero 38: hanno piedi piccoli, proporzionati alla loro esile conformazione fisica, e spesso le firme occidentali non producono scarpe così minute. Morale? Indossano comunque le calzature che, larghissime, scivolano a ogni passo rimanendo ancorate a terra. Una prassi molto comune.  Come facciano a non inciampare è un vero mistero.
Il 90% delle ragazze indossa sempre tacchi altissimi, strumenti di tortura da cui io potrei cadere nel giro di cinque minuti. Esili, leggere, minute, loro li portano con assoluta naturalezza.

C’è solo un unico comune denominatore di tutte le tendenze giapponesi: bisogna risultare kawaii, ovvero carini.
Anche se sei una gothic lolita sarai kawaii.

E se voi uomini pensate che sia una questione prettamente femminile, beh, devo contraddirvi: gli shonen (ragazzi) si inerpicano su zeppe spaventose. Ebbene sì.

Insomma, avete presente un manga? Come si vestono?
Identici. Cosplay compresi.

(io adoro i giapponesi. Non si era capito?)

Published in: on novembre 6, 2009 at 7:30 pm  Commenti (2)  
Tags: , , ,

Il post frivolo. Il ritorno.

Siete una di quelle persone che “Ah, della moda non m’importa niente” oppure “Sono un alternativo, yeah, ci ho il mio stile” (proprio “ci ho”) o ancora “Piuttosto che seguire le tendenze preferisco andare in un eremo in Perù”?

Bene, sarete contenti di sapere che nell’Autunno/Inverno 2009  sarà assolutamente impossibile non seguire i dettami del fashion system perchè tutto quanto sarà alla moda. Proprio t-u-t-t-o.
Così nessuno si sentirà solo e scontento. Gentili, no?

Vi faccio qualche esempio, tanto per.

Prendete le tendenze della Primavera/Estate 2009.
Aggiungeteci una manciata di Swarovski.
Ricoprite pantaloni, gonne e camicie di paillettes in pieno stile “Sono un pattinatore agonista e ora vi faccio un triplo axel, olè”.
Cospargete qualsiasi cosa di borchie (come Balmain, primo tra tutti, insegna), che a confronto il Gods of Metal è un raduno per le signore dell’uncinetto.
Applicate frange dove più preferite, scarpe comprese, e tirare fuori l’indiano che c’è in voi.
Non dimenticate un pizzico di “Militar style”, con rigorose file di bottoni, alamari, spalline rinforzate e mostrine.
Potete tirare fuori dagli armadi anche i maglioni in lana grossa che fanno tanto “Serata davanti al camino nella casa di montagna con un bicchiere di vino e musica jazz”.
Leggins, stampe animalier (…). Tessuti goffrati, complicati, ricercati. Eppure anche semplici, minimal.
Pelle, soprattutto nera e soprattutto fasciante.

Spille, spille, spille, accessorio riscoperto che probabilmente vi costerà più del cardigan su cui l’applicherete.

Tornano i gilet da sovrapporre alle camicie. Un po’ geek, un po’ professionale, di tutti i materiali e lunghezze. Per essere dei perfetti Sheldon Cooper.

Dicono che vada anche il tweed, ottimo se siete lady delle isolate lande inglesi, tutte pioggia e nebbia. Già vi immagino.

Però il capo della stagione è senza dubbio… la pelliccia. Vera o finta.
Cioè. La pelliccia? Siamo seri?
Ovviamente per unire le mode la foggia più quotata è il gilet di pelliccia.
Ne vogliamo parlare? O meglio, devo esplicitare cosa penso di questa fantaaasticaaa ideaaah?
Quindi aspiranti gorilla, aspiranti pecorelle disperse, aspiranti tigri della giungla e giaguari della savana, venite fuori e gioitene!

Per voi romantiche o nostalgiche dell’era vittoriana invece ci sarà l’imbarazzo della scelta tra ruches su colletti e polsini nonchè pinces sui pantaloni ma non esagerate: l’effetto “bomboniera” è facile.

Sul colore della stagione però ci vogliono sorprendere, eh sì.
Infatti quest’anno saprete cosa andrà? Non ci crederete mai, ma il nero.
Originale. Beh, il mio spirito darkettone e monocromatico ne è più che contento ma sentir ogni anno la stessa solfa (“Torna il blaaack!”) è un po’ noioso.

Vanno gli anni ’80, con le spalline ben rinforzate delle giacche, le lunghezze corte e magari i capelli cotonati.
Aggiungiamoci gli anni ’60, con la riproposizione di vecchie collezioni (come ha fatto Max Mara) e i tagli design.
Vogliamo forse non riprendere gli anni ’70, col punk? E gli anni ’90, col nuovo lustro dato a marche al tempo in voga?

Le scarpe.
Se quest’estate abbiamo tutti visto gli stivali con la punta aperta, quest’anno andrà la punta aperta con attorno lo stivale. Insomma, non cambia niente. Potremo così assistere alle orride calze rinforzate che spuntano dalla scarpa. Evviva.
Continuano a riproporci la gomma: dopo gli stivali (che hanno un senso e uno scopo) ecco quindi l’arrivo del mocassino in gomma. Non riesco ad esprimermi.
Sfoderate tronchetti, francesine, stivaletti.

Comunque qualche rivista sta già annunciando il ritorno trionfale di un accessorio che si è perso di vista negli ultimi anni (decenni): il sovrascarpe.
… come, prego? Il sovrascarpe? Eh beh, ne sentivo la mancanza!

Plateau altissimi, tacchi vertiginosi, strutture design sono le principali caratteristiche delle decolleté.
Insomma, saranno importabili.
C’è anche la versione col carrarmato, un ritorno della stagione che si farà notare anche negli stivali e negli anfibi.
Quindi prendete un tacco già alto, un plateau già altissimo e piazzateci sotto due dita di carrarmato: altezza venti centimetri (visto da Zara, giuro!).

Quindi aprite l’armadio, tirate fuori qualcosa, sarete perfetti.
Non provate nemmeno a sfuggire: nel caso vogliate rifiutare l’abbraccio caloroso della signora Tendenza sareste estremamente “alternativi”. Quindi, alla moda.

Published in: on settembre 18, 2009 at 4:09 pm  Commenti (4)  
Tags: , , , , , , , ,

La NASIE (No Agli Stivali In Estate)

Lo so, è come sparare sulla Croce Rossa.
Allora perchè imperversano ancora, in grande numero, ovunque, senza sosta?

Non sto parlando di un’epidemia: ciò a cui mi riferisco sono gli stivali indossati in estate.
A meno che non viviate sulle Dolomiti, dove c’è la neve anche in Agosto e dovete scarpinare da una malga all’altra guidando una mandria di mucche, perchè voi, o donne, li indossate nei posti più caldi, dove l’umidità non lascia tregua?

Le mie ipotesi sono:
a) non sentite il caldo. Ne’ l’umido. Siete delle supereroine, insomma, dal piedino fatato sempre perfetto. Io vorrei tanto sapere cosa succede dentro quello stivale: avete installato l’aria condizionata? Avete inserito i ghiaccioli da freezer portatile, quelli che si usano quando si fanno i pic nic? Li avete immersi nell’acqua?
b) non vi siete accorte che è giunta l’estate. Eh, chi lo sa, magari il vostro calendario segna il 3 Gennaio, data in cui gli stivali sarebbero legittimati. Estate? E’ così lontana!
c) l’effetto ‘sauna’ vi giova;
d) volete essere sempre fesciòn e, se quest’anno vanno gli stivali all’indiana, che se ne comprino quindici da sfoggiare! Con punta, senza punta, aperti sui talloni, lunghi fino al ginocchio ma che lascino le dita scoperte: ce n’è per tutti i gusti. Evviva, no?
e) state andando a pescare. Nel centro di Bologna. Qualcosa si troverà per i canali, no? Avete ragione anche voi;
f) ve l’ha prescritto il medico. Eh, se bisogna…

Oggi fondo così la NASIE: No Agli Stivali In Estate.
Mi fanno caldo solo a vederli. Soffro per chi li indossa. Sono senza logica e morale.
O mi sfugge qualcosa? Qualcuno mi spieghi il perchè di questa mossa a mio parere assolutamente all’insegna del masochismo!

Published in: on luglio 6, 2009 at 3:57 pm  Commenti (18)  
Tags: , , , , , , ,

Se questa è una vetrina/6

Volete sapere com’è finita l’altro giorno con la maglietta di 5Preview?

La mostro a mia madre, curiosa di vedere cosa mi ha fatta quasi svenire per strada. Avevo gli occhi luccicanti come nei cartoni giapponesi, con stelle e scintille al posto delle iridi.
Lei la guarda e, perplessa, dice: “Sì, ok, ma ora mi devi spiegare che cos’ha di tanto straordinario questa t-shirt”.
Beffa! Oltraggio! Disappunto!
E via, le narro che “Non è moda, è design, è arte, non è solo una maglietta, ecc. ecc.”, un po’ alla Nigel de Il Diavolo veste Prada (adoro Stanley Tucci, a parte tutto). Poi mi ritiro in camera alla Sheldon Cooper, orgogliosa del mio acquisto e della mia sapienza in merito.

Oggi, nel mesto tentativo di fare un fax, passo davanti a Ratti di Bologna, e noto immediatamente una borsetta bianca piena di spille Chanel.
“Russia, inverno, Hermitage” sono le prime parole che mi vengono in mente, poi noto un commesso uscire e scattare delle fotografie proprio a ciò che sto osservando.
Quindi indietreggio, mi allontano un poco, e… meraviglia, stupore e incanto!

La visione totale di questa vetrina è straordinaria. Per una shopaholic, poi, è un colpo al cuore.
Improvvisamente comprendo i riferimenti artistici e storici, la scelta dei colori e delle forme, delle scritte e della struttura bianca.
Ogni dettaglio, dalle camelie sulle scarpe alla trama del tessuto, compone una storia.

Questa sì che è una vetrina!
… e il prossimo che osa dire che la moda non è arte dovrà fare quattro chiacchiere con la sottoscritta.
Sono combattiva e agguerrita.

Published in: on giugno 12, 2009 at 3:31 pm  Commenti (6)  
Tags: , , , , , , , , ,

H&M: Fashion Against AIDS

Dopo questo ennesimo post su H&M penserete che, in realtà, loro mi paghino, e invece no!
Anzi, signori H. e M., se volete retribuirmi in abiti per la pubblicità che vi faccio, sapete dove trovarmi (altrimenti vengo io in Svezia)!

E’ che sono rimasta colpita dalla collezione appena uscita, chiamata Fashion Against AIDS.
Penso che il messaggio sia chiaro: tredici artisti hanno creato dieci magliette sul tema, e il 25% del prezzo del capo andrà alla ricerca.

Estelle, Dangerous Muse, Robyn, Yelle, Dita Von Teese, Katy Perry, Roisin Murphy, i N.E.R.D., Cyndi Lauper, Moby, Katharine Hamnett, Yoko Ono e (ARGH!) i Tokio Hotel hanno prestato la loro immagine, il loro nome e il loro stile a questi indumenti, caricandoli di un significato simbolico che va ben oltre la semplice materialità.

Tredici magliette, tredici stili.
Alcune portano messaggi piuttosto espliciti.
Alcune, come quella dei Dangerous Muse, sono piuttosto impegnative da indossare.
Altre andranno a ruba (vedi Tokio Hotel, ahime).
Una è molto anni ’80 (Cyndi Lauper insegna).
L’animaletto stilizzato da Moby ha gli occhi che si illuminano al buio.

Personalmente sono innamorata di quella di Dita Von Teese, con un piccolo brillantino nero come neo sotto l’occhio disegnato.

Ovviamente la collezione comprende versioni da uomo e da donna.

Se avete tempo, consiglio una visita reale, altrimenti anche il sito di H&M dedicato è molto grazioso, con le figurine degli artisti che si muovono al passaggio del mouse, una versione 2.0 delle deliziose bambole di carta.

La LALP

Tu!
Onesto cittadino.
Tu, che pensi che Salvatore Ferragamo giochi nella Sampdoria.
Tu, che credi che il plateau faccia parte del corredo di stoviglie.
Tu, che sei convinto che Louis Vuitton sia parente di Jean Louis David.

Non ne saprai niente di moda, ma avrai comunque un gusto estetico.
Saprai riconoscere cosa è bello e piacevole da vedere, e cosa grottesco e kitch.

Unisciti anche tu, quindi, alla LALP, Lega per l’Abolizione del Legging e del Pitonato.
Combatti con noi per la soppressione di questi dettami della moda, adottati acriticamente da chiunque.

Il legging. Quelle calze che arrivano fino a metà polpaccio o alla caviglia e lasciano scoperto il piede, che ragione hanno d’essere?
Qual è la loro funzione? Utili in Dicembre per mettere il sandalo-gioiello a Cortina?
Affrontiamo il vero problema: tagliano la figura che manco i coltelli dello Chef Tony. Stanno bene solo a tre tipi di persone: 1) le modelle; 2) le snelle; 3) Agyness Deyn (che è una dea).
Insomma, se non siete slanciate e sottili, perchè vi ostinate?
Per quale motivo devo vedere cosciotte così insaccate, anche con trenta gradi? Nessuno si metterebbe le calze con questo tempo: qual è il meccanismo che vi scatta in testa?
Che poi, l’abbinamento principe è la minigonna, altro capo che solo il 10% della popolazione femminile può permettersi.
Non nego che, appunto, su certe persone stiano bene, ma il resto?

Il pitonato.
Credo che il 95% delle donne detesti i rettili. Allora perchè indossarli?
E’ un rito scaramantico? Sconfiggete le vostre paure portandole con voi, spalmate sulle braccia?
Devo ammettere che tutte le stampe animalier mi causano qualche scompenso, ma dopo la proposta del maculato-rosso delle sfilate di Balmain riesco a soprassedere.
Però il pitonato no.
Fa ‘anziano’. O ‘aborigeno australiano’, a scelta.
Tempo fa sono entrata da Zara e, indovinate? Giubbotti, giacche, pantaloni, scarpe, maglie. Pitonate. A meno che non dobbiate esibirvi al circo, allontanatevi dal total look!

Il meglio?
Ovviamente il legging pitonato.
… ‘na meraviglia, proprio.

Quindi aderisci al movimento!
La LALP ti attende.

Published in: on maggio 28, 2009 at 1:03 pm  Commenti (5)  
Tags: , , , , , , , ,

Il consiglio non richiesto del giorno: donne e tacchi

Signora. Donna, lady, madame, tizia.
Ragazza mia.

Nessuno ti costringe ad arrampicarti su zeppe di corda e tacchi a spillo.
Te lo assicuro, non è un dovere.
Quindi se non ci sai camminare, se non ti sei esercitata abbastanza, se sei passata dalla sneaker al tacco14 più plateau senza vie di mezzo e hai l’andatura di uno stambecco zoppo, desisti!

Non ti rendere ridicola: seguire la moda non è un imperativo.
Aggiungere qualche centimetro in più alla propria statura non è un buon motivo per rischiare le caviglie, che poi in centro le strade sono insidiose e sconnesse, e i sampietrini non ti sono amici.

Se poi devi inciampare proprio davanti a me impersonando una meravigliosa morte del cigno, io accorrerò in tuo soccorso sorreggendoti, ma tu non guardarmi con disprezzo, come se ti avessi appena sorpresa a rubare o come se conoscessi un tuo segreto inconfessabile.
La prossima volta osserverò analiticamente il tuo spalmarti al suolo e, in tal caso, non ti sorprendere se mi lascerò sfuggire un sorriso.

Così vedremo se ti metterai le infradito.
E io non dovrò preoccuparmi del tuo instabile incedere.

Jelly shoes

In principio furono le ciabattine da mare, in plastica pura al 100% con cui potevate arrampicarvi sugli scogli e sconfiggere le insidiose barriere coralline di conchiglie rotte dell’Adriatico.
Quelle ciabatte che dopo un anno dentro lo sgabuzzino diventavano un pezzo unico e quindi dovevi immergerle nell’acqua per farle rinvenire.
Quelle ciabatte che, utili quanto vuoi per difenderti dalle rocce insidiose, ti tiravano a fondo non appena t’immergevi in mare.

Un paio di anni fa fu Marc Jacobs a riproporre queste scarpe in versione fashion: nacquero le Jelly Mouse, ballerine in gomma lucida dai colori freschi e primaverili. ‘Jelly’ è un aggettivo decisamente azzeccato.
Rasoterra, sottilissime, temono i sanpietrini e qualsiasi ostacolo, ma sono così carine!

La scorsa estate c’è stata qualche imitazione, ma quest’anno si vedranno (e si vedono) ovunque.

Abbiamo il sandalo di Armani con cinturino alla caviglia.
Il mocassino di Cesare Paciotti.
Le ballerine di design Kartell e .normaluisa, Glue Cinderella.
Vivienne Westwood ha creato un’intera linea di jelly shoes, dalla ballerina alla decolletè in collaborazione con Melissa.
Anche Zaha Hadid si è lanciata nel PVC più sfrenato, sempre con l’aiuto di Melissa (che ormai si contraddistingue come leader creativo in questo campo).
Per non parlare di Fendi, Marni, Givenchy, …

Eppure nei negozi si trova sempre più spesso un particolare tipo di scarpa di gomma: una ballerina piattissima con un fiocco di tessuto gros grain e tre fori sui lati.
Le ho viste brandizzate Compagnia Italiana. O anche Cristina Lucchi. Lola Cruz. E così via.
Sono semplicissime e possiedono tutte le caratteristiche delle jelly shoes.
Con un vantaggio non da poco: costano tra i 30 e i 40 euro.

Tanti, direte voi, per una scarpa di gomma!
E se vi dicessi che per i suddetti mocassini di Paciotti vi chiedono 120 euro?
Per non parlare delle altre opzioni d’alta moda.

Eh, la gomma costa!
Trovo che prezzi così alti siano insensati, ma potreste dire “E’ il mondo della moda”, e avreste ragione. Brand batte qualità 10 a 0.

E ora mi rivolgo agli uomini: mettiamo caso che vogliate uno paio di quei sandali da mare di cui parlavo all’inizio.
Pensavate di sfuggire a quest’ondata fashion?
No. Qualcuno ha ben pensato di ricoprire le suddette scarpe di Swarovschi.
Volete vederle? Si possono trovare nel negozio Diesel di Rimini. La mia mente ha rimosso il nome di chi ha compiuto un tale scempio.

(p.s. Potreste appuntarmi ‘Non hai parlato delle Crocs!’. Ecco, per me un paio di orride ciabatte che si possono mettere in lavatrice non vengono considerate ‘scarpe’!)

Attenzione! Post estremamente frivolo!

Non vorrei mai che le novità della moda previste per la nuova stagione vi sorprendessero, no.

Durante il mio recente tour per il centro di Bologna non ho potuto non notare alcuni capisaldi o, come direbbero altri, certe ‘tendenze’ della primavera-estate.

Partiamo dal ritorno della giacca a vento in versione chic.
Tessuto ovviamente tecnico, indicatissimo per fare le saune a Luglio, che si propone nei più tenui colori pastello, nonchè nel classico nero, nel blu navy e nel bianco. Lungo, corto, con cappuccio, con cintura in vita, taglio imperiale, con profili a contrasto, vi accompagnerà durante le scampagnate primaverili in cui, si sa, potrebbe arrivare un temporale.
Certo, viene proposto per essere portato anche in ufficio, ma non voglio considerare una simile eventualità.
Fa tanto ‘”I’m singing in the rain’, ma non osate arrampicarvi sui lampioni (n.b. anni fa ho visto ‘Cantando sotto la pioggia’ a teatro. Memorabile è la caduta di Paganini – il ballerino, s’intende -, scivolato proprio a causa dell’acqua torrenziale che cadeva sul palco, con annesso ‘AAAH!’ del pubblico femminile overcinquanta).
Se ne sentiva la mancanza? Ah, se lo dite voi.

Colori della stagione?
Il giallo canarino.
Ha fatto una timida apparizione nelle stagioni precedenti colorando scarpe e foulard, ma quest’anno si impone come protagonista: gonne, blazer, camicie, giacche si tingeranno di vivacità e vi spaccheranno le retine.
Attenzione poi al pregevole contrasto giallo-nero: effetto ‘ape Maya’ assicurato.

Il color salmone acceso.
Non riesco a definirlo altrimenti.
A dire il vero si è già visto questo inverno, soprattutto nelle collezioni di Laltramoda (meravigliosi il cappottino con le ruches e le borse) e di H&M.
Non è così difficile come il giallo, ma è sicuramente impegnativo data la sua brillantezza.

Tornano gli anni ’80 in versione più che soft.
Un leggero accenno per non spaventare le nuove generazioni.
Giacche strutturate con spalline appena rinforzate, proporzioni maschili, taglio corto.
Non osate nemmeno a pensare ai capelli cotonati! Ho detto soft. Very soft.

Scarpe.
Ah, scarpe.
Provate orrore per le persone che indossano gli stivali a Ferragosto? Magari proprio gli UGG foderati di pelo? Io sì (che provo orrore, non che li porto!).
Cosa può importare all’alta moda della mia opinione? Niente, e infatti anche quest’anno stivali e tronchetti verranno sfoggiati a qualsiasi temperatura.
Con una novità.
Saranno aperti.
Piede scoperto, polpaccio (o caviglia) coperto.
Dalle passerelle dei più importanti stilisti alle marche per comuni mortali, già da Zara si possono trovare degli stivaletti simili. In camoscio.
Se vedo qualcuno portarli con le calze sotto, svengo (stesso discorso per le peep-toe, le scarpe con la punta aperta).

Attenzione anche al fenomeno ‘scarpe barcollanti’.
I tacchi e i plateau saranno così alti che sicuramente vedrete qualcuno inciampare, cadere o scivolare.
Capita ormai spessissimo alle modelle, volete che non accada nella quotidianità?

Questo per iniziare.
Un piccolo elenco per non farvi trovare impreparati.
E non dite che non vi avevo avvertiti.

Il peso della moda

Soundtrack > Miss Kittin – 3eme sexe

Stanche della solita palestra affollata, stracolma di gente così snella che voi, a confronto, vi sentite l’incrocio tra una megattera e un bradipo?
Oppure potete vantare d’essere in forma? Precisiamo: la palla è una forma, ma non mi pare il caso di generalizzare!
Non ne potete più di pagare prezzi assurdi per sudare?

La soluzione è semplice, comoda ed economica, e si trova in edicola.
E’ incarnata dalla rivista femminile media.

Avete mai sollevato uno di quei mattoni?
Quei giornali alti quattro centimetri che vi fanno ondeggiare manco foste appena uscite dall’Oktober Fest, capito?
Volumi considerevoli che stenderebbero qualsiasi modella vista apparire alla recente settimana della moda di Milano: polsi così sottili non potrebbero mai reggere tale peso (a meno che tali modelle non abbiano uno scheletro in adamantio come Wolverine…).
‘Sollevamento rivista’: nuovo sport olimpico per muscoli d’acciaio e braccia toniche!

Vi faccio un esempio.
Prendo la bilancia IKEA e vi poso Elle di Ottobre (alto 2,9 cm, per la cronaca).

Due chili di cultura.

Mettiamo il caso che ci aggiunga anche il Flair, sempre d’Ottobre (altezza 2 cm).

Arriviamo pressapoco a quattro chili.

Per casa vaga anche un Grazia arrivato in comodo abbonamento (solo 1 cm di carta).

Raggiungiamo la bellezza di cinque chili.

E voi potreste dire ‘Chi te lo fa fare, non comprarli’.
Eh no, miei cari.
Io sono stata temprata da zaini scolastici pesanti nove chili (per essere ottimisti), cosa volete che sia questo?

Più che altro mi domando perchè in estate si vedano fiorire le versioni pocket dei suddetti giornali, pesanti la metà (ma alte uguali).
Estendere questa geniale idea a tutto l’anno no?
Altrimenti dovrò fare come una conoscente che prendeva il caro Elle e lo squartava in due parti con un coltello da cucina per dividere il peso.

Però è così macabro…

Published in: on settembre 27, 2008 at 10:21 am  Commenti (3)  
Tags: , , , , , , , ,
Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 47 follower

%d bloggers like this: