Voi sapete che non so cucinare, vero?
Questo non mi impedisce di condividere con voi la ricetta del compleanno perfetto.
Prendi un aereo e vai a Parigi.
Vai in quella città che ti fa sentire a casa, ospitata da una persona che più volte e tante ancora ti ha ascoltata, supportata, aiutata.
Svegliati stiracchiati stropiccia sprimaccia.
Metropolitana, è ora di pranzo! Prima scendi a Bourse, e le prime parole che senti sono quelle di un ragazzo italiano. Oh, bene.
Pranza da Chez Miki, ristorante giapponese gestito da giapponesi e frequentato da giapponesi, che ti senti uno straniero non appena entri. Quattro anni che volevi andarci, e finalmente è aperto!
Pranza con le bacchette, the verde e cibi leggeri e deliziosi serviti nei box laccati.
Frappuccino, frappuccino da Starbucks, con i conseguenti dieci minuti per far capire precisamente come lo vuoi.
All’ombra si sta bene, seduti ai tavolini vicino a rue di Rivoli.
Salto ai giardini Les Tuileries dove, tra la terra bianca polverosa, si accalca tutto il mondo della moda, che esce da Viktor&Rolf. Riconosci stilisti e editor, giornalisti e pr, nonchè le divine modelle.
Conosci persone e personaggi, e vai a berci una Leffe da mezzo litro alle 15.30. Male non fa, con questo caldo.
Si chiacchiera, o si cerca di. Senti parlare di progetti e ottimismo da una venticinquenne canadese che realizza accessori e abiti con penne e piume, e un po’ di senti contagiata dal suo entusiasmo e dai suoi occhi azzurri.
Giro da Colette, perdersi nel vintage di Kiliwatch.
Attraversa la Senna, così dice la mia ricetta.
Raggiungi Pierre Hermé in rue Bonaparte, fai la fila ed esci con una scatolina di macaron da mangiare subito, sulle panchine della piazza vicina. Oh, così deliziosi!
E’ quasi tardi, vai alla sfilata di Jean Paul Gaultier.
Per qualche strano motivo alcuni blogger chiedono di fotografare come sei vestita, che forse la combinazione verde/nero è fashion ed è piaciuta.
Flash, grida, calca, affascinante.
Pian piano allontanati e dirigiti da Chartier, uno dei tuoi ristoranti preferiti.
Ordina tutto l’ordinabile ai camerieri sbrigativi ed efficienti, cibi francesi, menù non facile per gli italiani seduti a fianco che brontolano. Perditi nel guardare le vetrate, gli alti soffitti, i misteriosi cassettini di cui conosci il segreto.
Si sta bene, a Parigi.
Ultima tappa: scendi a Trocadero, e vai alla tour Eiffel.
Notte profonda, è bella, è unica, e lì vicino tante coppie ballano lentamente, chi con maschere sul viso chi con sorrisi.
I piedi saranno ormai stanchi, no?
Lentamente passeggia per quei giardini.
Lentamente torna a casa.
E’ scoccata un’altra mezzanotte.
Il tuo bel compleanno è terminato.






