Spot & Soundtrack

Sono una di quelle persone che mai, e dico mai, ha avuto l’abitudine di saltare le pubblicità, fossero televisive o radiofoniche.
Sono una di quelle persone che al cinema si sorbisce quasi volentieri i venticinque minuti di spot e trailer che precedono il film, commentando talvolta spietata talvolta entusiasta quei concentrati di messaggi.
Sono una di quelle persone che quando era piccola si è fatta regalare le compilation Top of the Spot contenenti le più memorabili soundtrack delle pubblicità.

Questo non vuol dire che l’invasione di ‘spot canterini’ debba farmi gioire.
Sono d’accordo sulla loro maggiore memorabilità, ma abbiamo raggiunto livelli di saturazione musicale niente male.

Tutti cantano.
Tutti.

I supermercati. Dal banco macelleria al reparto frutta e verdura.
Le persone in fila alla cassa (n.b. se un omino si azzardasse a mettersi a cantare a qualsiasi cassa di Bologna verrebbe tramortito in meno di cinque secondi dalle borsettate di una z’daura che mica ha tempo da perdere).
I McDonald con gli alpini che inneggiano alla genuinità del nuovo panino.
Le banche! … ma cos’hanno da cantare, le banche? “E’ la banca per meee! Fatta apposta per meee!”. Devono mettere in piedi un intero musical con settanta interpreti citando Broadway e Via Col Vento per promuovere le banche? … ma poi, che banca sarebbe?
I servizi telefonici. Possono inventarsi qualsiasi cantilena ma la mia top of mind non cambierà: i due omini baffuti con parrucca platinata e abiti rossi non li estirpa nessuno. Trovo particolarmente fastidiosa quella pubblicità cantata in presunto romagnolo, quella della scimmietta: in tal caso mi sfugge la simpatia che tal accetto dovrebbe tipicamente suscitare.
Il caso più clamoroso degli ultimi tempi riguarda quel buontempone di Little Tony che si presta come testimonial per la Danacol: il sottofondo è la sua ‘Cuore matto’ e consiglia di bere lo yogurt (o quel che è) per prevenire i problemi cardiaci, lui che ne ha avuti in passato. Che ansia! Ed è pure doppiogiochista: la stessa canzone era stata ripresa e adattata da un’altra banca.
A proposito: ultimamente vengono riproposti classici della canzone italiana con le parole cambiate a seconda dello scopo. Se ne sentiva il bisogno, forse?

Nella mia personale lista dei peggiori spot cantati vince quello di certi innocui e deliziosi biscottini ipercalorici che alcuni pubblicitari hanno posizionato nella giungla. Già così pare abbastanza assurdo, ma l’ultimo episodio di questa saga raggiunge l’insopportabile.
Chi hanno fatto cantare?
Un coccodrillo.
Perchè? mi domando, Perchè? Qual è l’attinenza, il nesso?

Avrei dovuto fare un rapido sondaggio al pubblico femminile che Sabato sera si è sorbito questo spot prima della proiezione de ‘Il curioso caso di Benjamin Button’.
Scommetto che almeno l’80% avrebbero preferito il suddetto rettile in versione ‘borsetta’.

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