Se questa è una vetrina/6

Volete sapere com’è finita l’altro giorno con la maglietta di 5Preview?

La mostro a mia madre, curiosa di vedere cosa mi ha fatta quasi svenire per strada. Avevo gli occhi luccicanti come nei cartoni giapponesi, con stelle e scintille al posto delle iridi.
Lei la guarda e, perplessa, dice: “Sì, ok, ma ora mi devi spiegare che cos’ha di tanto straordinario questa t-shirt”.
Beffa! Oltraggio! Disappunto!
E via, le narro che “Non è moda, è design, è arte, non è solo una maglietta, ecc. ecc.”, un po’ alla Nigel de Il Diavolo veste Prada (adoro Stanley Tucci, a parte tutto). Poi mi ritiro in camera alla Sheldon Cooper, orgogliosa del mio acquisto e della mia sapienza in merito.

Oggi, nel mesto tentativo di fare un fax, passo davanti a Ratti di Bologna, e noto immediatamente una borsetta bianca piena di spille Chanel.
“Russia, inverno, Hermitage” sono le prime parole che mi vengono in mente, poi noto un commesso uscire e scattare delle fotografie proprio a ciò che sto osservando.
Quindi indietreggio, mi allontano un poco, e… meraviglia, stupore e incanto!

La visione totale di questa vetrina è straordinaria. Per una shopaholic, poi, è un colpo al cuore.
Improvvisamente comprendo i riferimenti artistici e storici, la scelta dei colori e delle forme, delle scritte e della struttura bianca.
Ogni dettaglio, dalle camelie sulle scarpe alla trama del tessuto, compone una storia.

Questa sì che è una vetrina!
… e il prossimo che osa dire che la moda non è arte dovrà fare quattro chiacchiere con la sottoscritta.
Sono combattiva e agguerrita.

Published in: on giugno 12, 2009 at 3:31 pm  Commenti (6)  
Tags: , , , , , , , , ,

Se questa è una vetrina/5

Alzi una mano chi non ha mai giocato con i Playmobil (… mi spiace per voi).

Quegli omini di plastica con i capelli intercambiabili e pungenti, col sorriso letteralmente stampato in volto e dalla mobilità fisica pari alla mia, praticamente.
Io ne avevo in quantità, tutti gettati in una grossa scatola con qualche centinaio di Lego: sospetto che mio padre desiderasse una figlia architetto o ingegnere, da quanto mi spronava a costruire enormi case colorate (o navicelle spaziali, talvolta). Ovviamente i Playmobil erano i personaggi. (n.b. ben presto mio padre si è rassegnato alla mia assoluta incapacità con i numeri, sia chiaro).
Un passatempo ben poco femminile, forse.

Qualche tempo fa sono passata davanti al solito stravagante negozio di scarpe e sul momento sono rimasta perplessa: che ci facevano tutti quei Playmobil in vetrina?
L’effetto “madelaine di Proust” mi ha rapita in un mondo di ricordi.
Poi ho impiegato qualche istante a trovare il nesso e individuare le due scarpe.

… non si può non apprezzare tanta creatività! Quanto ci avranno messo a disporre tutti gli omini, la sabbia, le navi? E’ un peccato distruggerla.
Anche se non potrò mai entrarci senza fare un mutuo preventivo, adoro già quel negozio.

Se questa è una vetrina/4

Pasqua!
Liberate gli agnelli, le colombe e fate suonare le campane!
Preparatevi ai pranzi con i parenti, a distruggere con un martello pneumatico le uova di cioccolata e alle prime gite fuoriporta!

E voi che possedete un negozio, preparatevi all’arrivo dell’ennesima festività conciando la vostra vetrina a modo.
Per esempio, così:

Potete ammirare questa mirabile esposizione campagnola nel centro di Pesaro, ma non saprei dirvi il nome del negozio perchè è uno di quei esercizi commerciali che ‘siamo-così-minimal-che-manco-un’insegna-per-scherzo’.
Non potrei nemmeno dirvi cosa vendono perchè, effettivamente, non si capisce subito: riuscite a individuare (nell’orrenda foto messa sempre a disposizione con i miei scarsi mezzi, il BlackBerry Pearl), tra un’uovo e un gallo cedrone, gli oggetti in vendita?
Ve lo dico io: collane-very-avanguardia. Altro? Non lo so. Forse manichini di polli?

E io che già pensavo a feste di paese, con tanto di messa parrocchiale annessa.
Un po’ esagerata, a mio parere, come composizione. Tremendamente kitch, se non altro.
E, ovviamente, non passa inosservata ai miei occhi.

Se questa è una vetrina/3

Aspiranti ereditiere!
Voi, che avete portato in auge i cagnolini da borsetta, i furetti, gli ermellini e qualsiasi animale tenero tascabile.
Voi, che possedete un pastore maremmano anche se abitate in 30 mq.
Voi, che avete capito benissimo quando Charlotte di Sex and the City si compra un cagnolino.
Voi, che calcolate nei minimi dettagli non solo il vostro look ma anche quello del vostro cane.

Questo negozio fa per voi.

Già il nome dice tutto: Pets and the City. Cosa vorreste di più?

Unire il vostro telefilm preferito, il vostro cucciolo e l’alta moda francese?
Fatto.

Notate le scatole nere di Chanel che appaiono sull’armadio rosa.
Notate la sagoma fashion della presunta acquirente.
Notate la profusione di ‘roseità’, dettagli e adorabilità.
Notate la sinuosa scala che fa tanto ’boutique parisienne’.

Nel pieno centro di Bologna, vicino alle due Torri, trovate la giusta alternativa ai negozi d’articoli per animali che di solito sono così… così poco chic!

Il cappottino fucsia per il chihuahua? C’è.
Il collare di strass? C’è.
La cuccia in cachemire? C’è.

… allora, vorrei precisare: io non lo faccio apposta.
Non è che vada in giro per Bologna appositamente per cercare le vetrine più assurde.
… ma qui mi si istiga proprio!

Se questa è una vetrina/2

Sai quando passeggi tranquillamente per le vie di una città che adori, godendo dei dettagli che sembrano sbocciare al tuo passaggio, fregi che non avevi mai notato prima, e con la coda dell’occhio noti qualcosa di… strano?
Ti fermi. Indietreggi. Volti il capo lentamente.
Ed ecco.
Nella tua mente appare la frase: ‘Ma… ma… che cosa sarebbe?!’.

Ciò è capitato a me e alla mia testina abitata mentre percorrevamo le strade sotto alle due Torri, nella mia beneamata Bologna.

“Cosa vi ha destabilizzati?”, vi chiederete voi, probabilmente.
Osservate.

Avete individuato gli esseri mostruosi esposti in vetrina tra gli articoli di grandi brand?
Non sono assolutamente inquietanti?
Voglio dire, il porcellino della prima foto (accanto a un composto trench), formato da braccia di legno che si conficcano nel presunto busto, è veramente terrorizzante. Mi meraviglio che non si sia ancora presentato nei miei incubi.

Insomma, a chi è venuto in mente di creare una vetrina simile?
Paura. Creatività deviante.
Certamente attira l’attenzione, ma c’è un piccolo particolare che stona: saranno anni che passo davanti al suddetto negozio, ma non ho ancora capito come si chiami. So solo che è ‘quel posto un po’ strano vicino alla libreria Nanni’.
Esporre un’insegna non sarebbe una buona mossa? Tanto per iniziare, s’intende.
Si attendono le nuove proposte immaginative.

Se questa è una vetrina…

Soundtrack > Portishead – All mine

In via Portanuova c’è un piccolo negozio di scarpe.
Un giorno, mentre andavo da Stregate passeggiando lungo i portici sempre più bui, la mia attenzione è stata catturata da un cumulo di pietre e macerie posate elegantemente sopra un tavolo di vetro: tra la polvere grigia cosa spuntava? Un paio di scarpe dal tacco altissimo, dal colore vivace e dal prezzo che avrebbe presupposto una maggiore considerazione per quelle due poverine.

Ultimamente devono aver capito che compiere tali sacrifici è immorale.
E sono passati dalla parte opposta.
Così:

Non è forse deliziosa, questa presentazione?
Un paio di scarpe in una culla, e tutto ciò che serve per prenderne cura attorno.
Non è convincente?
Non è decisamente originale?
E non è un messaggio che colpisce ogni vera shopaholica?
Tornerò per vedere maggiori sviluppi.

p.s. Si necessita un aggiornamento al post di qualche giorno fa sulle riviste femminili.
Questo mese anche Marie Claire propone la costante lotta contro i chili di troppo e le braccia rilassate: lo fa con un numero diviso in due volumi per un totale di 888 pagine, e allegando un campione del nuovo mascara di Chanel.
Peso? Due chili e due etti.
Serviti in una comoda busta di plastica trasparente che si presta benissimo al sollevamento e trasporto.
Grazie, editori italiani. Grazie.

Published in: on ottobre 2, 2008 at 2:52 pm  Commenti (2)  
Tags: , , , , , , , , ,
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.