Giuro di dire tutta la verità e nient’altro che la verità, di non nascondere scontrini esorbitanti, di essere sincera con me stessa e di riconoscere d’avere un problema.
Ciao, mi chiamo Sybelle e sono una shopaholic.
Se stamane avete visto una statua di sale in via Indipendenza, ero io.
Stavo guardando le magliette di 5Preview.
Io le bramavo. Le adoravo. Le desideravo da mesi.
In pieno stile irrazionalmente shopaholic, ovvero “Son magliette bianche con delle scritte, che sarà mai?”, no, la mia immaginazione va oltre tutto questo.
Si parla di ‘investimento simbolico’ nei confronti di certi oggetti, no? Ecco, io l’investimento lo faccio con un tir di pensieri accatastati.
Per qualche minuto sono riuscita a reggere la tentazione, allontanandomi dal negozio.
Sembravo piuttosto calma.
Poi ho avuto la bella idea di controllare (così, tanto per) il sito della 5Preview, e cosa leggo?
Che non produrranno più quelle magliette.
Il panico.
Medito sulle opportunità.
Pondero su quanti soldi ho nel bancomat.
Penso se, come, perchè, quando, con chi, quanto.
Qualsiasi cosa.
L’iPod Touch si blocca del tutto, non reggendo la quantità d’informazioni che sto cercando di carpire in tempi record.
Non si spegne, non si muove. Lo scuoto come una maracas, chissà, ma niente. Crash. Evviva.
E i miei piedi si muovono verso lo sportello bancomat.
Controllo il saldo.
Sì, ce la posso fare.
L’ora. Mancano cinque minuti alla chiusura del negozio.
Sfreccio tra ragazzine emo invornite e commensali del McDonald.
Giungo al negozio.
Suono il campanello, perchè in quel negozio devi suonare il campanello.
Mia madre ha la bella idea di chiamarmi in quel momento. La mia ansia aumenta.
Chiedo alla commessa di quelle magliette.
Me le mostra tutte. Cerca di vendermi quella di cui vedo grandi scorte alle sue spalle (se non la compra nessuno ci sarà un perchè, no?).
Io voglio quella esposta in vetrina, indossata dal manichino. Proprio quella. E’ l’ultima.
Me la porge e dice ‘Provala’.
Dove?
Dopo un po’ mi indica il piano di sopra. Eh grazie.
Il camerino è pieno di sandali Armani di gomma e per un attimo temo di essere nello sgabuzzino.
Provo la maglietta. E’ lei.
Scendo, la pago, me ne impossesso, è mia.
Esco dal negozio con aria totalmente stravolta, manco fossi tornata dalla guerra dei cent’anni.
Sono un caso disperato. Veramente.






